L’essenza della vita ~ Andreas Muller

Qual è il ‘cuore’ o ‘l’essenza’? – Nessuna cosa. Non un qualcosa. Non qualche cosa. L’inconoscibile ed allo stesso tempo ovvio. Inconoscibili perché è nessuna cosa, ovvio perché è ogni cosa. Di solito cuore’ o ‘essenza’ sono parole che si riferiscono alla natura più profonda, più interiore, come se ci fosse un essere all’interno o una natura nascosta, ma è tutto quello che c’è, il cuore o l’essenza è tutto ciò che è. Ciò che è, è l’essenza più profonda, è l’intimità suprema, ogni separazione e ogni distanza è illusoria. Perché tutto quello che c’è, è ciò che è: il cuore, l’essenza, il nulla che appare come ciò che sta accadendo.

Il messaggio della meraviglia senza tempo indica alla realtà naturale ed inseparata.  Una realtà che contiene ogni cosa, che abbraccia tutto ed è tutto. Una realtà apparentemente oltre l’esperienza di ‘ io sono ‘.

L’esperienza di essere ‘qualcuno’ o ‘qualcosa’ somiglia ad una realtà artificiale. Una realtà basata sull’esperienza della realtà e della separazione, del tempo e dello spazio, di essere autori delle azioni e vittima delle circostanze, di giusto e sbagliato, di causa ed effetto, di responsabilità personale e ricerca. L’apparente me non può accedere alla realtà naturale, sebbene anch’esso sia miracolosamente questa realtà.

Sì, l’esperienza ‘io sono’ è l’unità, è l’essenza, è il cuore, che rimane nascosto all’interno della sua esperienza. Ecco perché ricerca. E ricerca qualcosa che non può trovare: la totalità, la libertà, illuminazione, pace, comprensione, saggezza, se stesso o la sua assenza. Il dilemma è: ricerca ‘qualcosa’. Una cosa, una sensazione, uno stato. Eppure tutto ciò che esiste, è nessuna cosa, è nulla. Essenza inseparata. Quello che appare.

La liberazione è la fine improvvisa e senza causa dell’esperienza di ‘ io sono ‘ – un’esplosione, un ricadere nella realtà naturale, inseparata, sebbene non ci sia qualcuno che ci ricada. Perché nel cadere indietro, esplode quello che non era mai esistito. ‘Io’, ‘ io sono’, realtà e separazione, ‘ vivere nella realtà artificiale ‘ non sono reali. Non hanno una loro propria realtà e possono svanire come una bolla di sapone.

Ciò che rimane è questo: nulla che appare come ogni cosa che sta apparendo. Leggere queste righe, pensieri, sensazioni, respirare, il sottofondo. E’ questo! Questo è lo sconosciuto. Questo è essenza. Questo è il cuore. La naturale, inseparata realtà, senza tempo, senza spazio, senza confini. Senza difetti e senza macchie. Questo è questo, ciò che appare è il miracolo.

Andreas Muller

~ Andreas Muller

La trappola della consapevolezza – Andreas Muller

Sebbene alcune persone insegnino la consapevolezza come una via verso la libertà, non ha assolutamente alcuna connessione con la liberazione. La consapevolezza può apparire oppure no, ma esperita come realtà, rimane nella storia del me. La consapevolezza usata come un metodo, può essere sentita molto neutrale e quindi in un certo modo piacevole. Eppure è il ‘me’ che cerca di mantenere l’illusione del controllo non essendo ‘ciò che è’, ma solo essendo consapevole di ‘ciò che è’.

La neutralità che viene sentita può sembrare piacevole per qualche tempo, perché raffredda l’intensità della vita. Inoltre, questa neutralità spesso viene confusa con l’illuminazione o la liberazione, che da all’apparente ricercatore la sensazione che sta procedendo bene.

Tutto questo è un gioco all’interno della storia della separazione. La liberazione è il collasso del ‘me’ e di ‘ciò che sembra essere separato’. Ciò che rimane è la totalità, che è vitalità totale, che è nessuna cosa.

Gli insegnamenti e le terapie parlano alla persona offrendo la liberazione nel futuro, dato che l’attuale viene percepito come ‘non esserlo’. Apparentemente questi insegnamenti mantengono il ricercatore incastrato nella sua storia del tempo e del percorso verso qualcos’altro. Nutrono l’idea di essere una persona così come il gioco di speranza e disperazione, mentre l’apparente ‘me’ si focalizza sul suo futuro obiettivo.

Questo messaggio non offre alcun percorso o metodo, perché non ci sono cose del genere. Tutto quello che c’è, è ciò che è. Non esiste nient’altro. Ciò che è è già completo, intero. L’idea che ci sia un qualcuno che può raggiungere ciò che è è assurdo, perché altrimenti ci sarebbe un altro ciò che è.

Questo messaggio viene dalla percezione della separazione come illusoria. ‘Dopo’ esiste solamente nella storia del me, dove il tempo viene sperimentato come reale. Ancora: tutto ciò che c’è, è ciò che è. E’ intero e completo. E’ la vitalità, la totalità che viene cercata. Nulla che appare come questo.

Andreas Muller

Andreas Muller