Che cos’è la non-dualità? • Paul Smit VIDEO

La terapia non-duale e l’avvicinarsi alla verità

Il mondo occidentale negli ultimi anni si è avvicinato al mondo interiore, all’indagine e all’analisi di tutto il processo del pensiero, delle emozioni e della psiche ottenendo risultati enormi che non hanno nulla da invidiare alla millenaria tradizione orientale.

Scienziati, neuro-linguisti, terapeuti, medici stanno cercando ci comprendere il meccanismo della coscienza per poter risolvere i problemi della persona, sia fisici che psicologici.

La religione tradizionale sembra aver perso ogni validità ed autorità, e si riesce a vedere quale fosse il messaggio primordiale ed autentico del Cristo, scevro di tutte le sovrastrutture e dogmi imposti dalla successiva Chiesa Cattolica, che ha editato, interpretato e diffuso il Nuovo Testamento.

Sempre più terapie nascono ogni giorno sulla base di intuizioni e comprensioni che sembrano aiutare molto le persone ad affrontare la quotidianità. Sono una cosa molto positiva e chi le ha provate può giurare che ora la loro vita è decisamente cambiata in meglio.

In questo panorama spirituale si fa sempre più largo una visione radicale e decisamente particolare nelle sue affermazioni, che è la Non Dualità. Questo portale si occupa di diffondere tale messaggio che viene riconosciuto come verità autentica, non sulla base di ragionamenti o atti di fede, ma perché è lo stato naturale.

Questo messaggio è incomprensibile nella sua autenticità, nel senso che non si può cogliere la non esistenza. La Non Dualità infatti non riconosce come reale la persona, non riconosce nessun centro da sciogliere, da far svanire nel nulla o da far espandere nel tutto. La Non Dualità non ammette quindi il libero arbitrio, la libertà di scelta, l’illuminazione. Niente illuminazione in quanto non c’è appunto nulla da illuminare, l’ego non è mai esistito. Come puoi ben vedere non ha senso, dato che il 99,9% della popolazione mondiale vive sulla base di altri presupposti.

Sebbene questo messaggio non offre nulla alla persona e quindi non ha un vasto seguito, sempre più persone si avvicinano ad esso perché sentono una risonanza molto profonda e familiare. Molti infatti hanno provato tante terapie, tante tecniche, tanti maestri,  eppure c’è ancora un senso di insoddisfazione, di mancanza, di essere divisi da tutto ciò che ci circonda. Sempre più persone ogni giorno riconoscono lo stato naturale, e ciò che in passato era un fenomeno esclusivo, raro e sorprendente, ora è sempre più comune e al di fuori di particolari scuole di iniziazione.

Parallelamente molte terapie si stanno diffondendo sotto l’appellativo della non dualità. Si consiglia di fare qualcosa, di cambiare, di comprendere per raggiungere lo stato di non dualità, per scoprire “di non esistere”.

Qualunque cosa viene fatta va benissimo, ma semplicemente non ti avvicinerà di un millimetro a ciò che sei, perché ciò che sei lo sei già. Non puoi far svanire qualcosa che non è mai esistito.

Ogni messaggio che vuole far comprendere la persona qualcosa riguardo se stessa, che induce la persona a cambiare qualunque aspetto della propria vita è una terapia e non ha niente a che vedere con la non dualità.

Con la terapia possono accadere cose meravigliose, ma niente a che vedere con la fine della ricerca. Questo è tutto ciò che c’è, niente da cambiare, niente da ottenere, niente di separato e nessuno in esso.

Molti chiedono, ma allora che cosa bisogna fare per raggiungere l’illuminazione? Il mondo è pieno di persone pronte a dirti cosa fare, e tantissimi terapeuti sono certi della risposta, quindi se si vuole cercare di fare qualcosa allora la terapia va benissimo, ma niente a che vedere con questo messaggio.

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Riccardo Lautizi

Ho risolto il segreto della mia anima ~ Master Gear Salvat

Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima:
Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere,
QUELLO a cui chiedevo aiuto.
Sono QUELLO che ho cercato.
Sono la stessa vetta della MIA montagna.
Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro.
Sono infatti l’UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto.
Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l’UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio.
Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono.
Tre in UNO è quello che sono e l’inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo.
Sognai che non ero il SOLO unico e così IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai.
Trovai così che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l’eternità.

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Una poesia di Master Gear Salvat

Quando ero la foresta ~ Meister Eckhart

Quando ero il fiume, quando ero
la foresta, quando ero ancora il campo,
quando ero ogni zoccolo, piede,
pinna e ala, quando
ero il cielo
stesso,

nessuno mi ha mai chiesto se avessi uno scopo, nessuno mai
ha domandato se avessi bisogno di qualcosa,
perché non c’era nulla
che non potessi
amare.

E’ stato quando Io ho lasciato tutto ciò che una volta eravamo che
l’agonia è iniziata, la paura e le domande sorsero,
e piansi, piansi. E lacrime
che non avevo mai conosciuto
prima.

Quindi Io sono ritornato al fiume, sono tornato
alle montagne. Ho chiesto la loro mano in matrimonio ancora,
ho pregato – ho pregato di sposare ogni oggetto
e creatura,

e quando accettarono,
Dio era sempre presente tra le mie braccia.
E non disse,
“Dove sei
stato?”

Perché allora seppi che la mia anima – ogni anima
ha sempre tenuto
Lui.

Meister Eckhart

Io sono l’Infinito ~ Suzanne Segal

Quando il ‘sé’ personale scompare, non c’è niente e nessuno all’interno che possa essere collocato come ‘me’. Il corpo è solo un contorno, vuoto di tutto ciò di cui prima si era sentito così pieno e completo.

Questa vita, ora è vissuta in una costante, onnipresente consapevolezza dell’infinita vastità che io sono.

La presenza di eventuali pensieri, sensazioni, o azioni non è mai interpretata in modo diverso dal puro fatto che essi sono presenti.

Nessun giudizio sul bene o male, o giusto o sbagliato, si pone mai, poiché tutto è
semplicemente quello che è.

La vita come al solito continua a dispiegarsi, tutto viene fatto, proprio come aveva fatto prima che si fosse verificata la realizzazione della vastità. Poiché in ogni caso, non vi è mai stato un personale ‘agente’, la realizzazione di questa verità non fa nulla per cambiare il modo in cui il funzionamento si verifica.

Per vivere nella vastità dello stato naturale, occorre fare un bagno nell’oceano
dell’impersonale gioia e piacere. Questa gioia o piacere, che non appartiene a nessuno, è differente da qualunque gioia o piacere che sembrano riferirsi o appartenere a qualcuno.

La vacuità è così piena, così totale, e così infinitamente beata in se stessa.
In nessun modo sto suggerendo che le pratiche non dovrebbero essere fatte, ma solo che non vi è alcun praticante che sia l’agente che sta dietro di esse. Questo è vero di ogni attività. Solo perché non vi è alcun praticante (e non c’è mai stato) non significa che non può esserci la pratica. Se è ovvio che una particolare pratica spirituale abbia a verificarsi, allora si verificherà.

In realtà, ancora non c’è alcun ‘Io’ individuale in grado di capire come scoprire l’infinito. E ancora più importante, dove starebbe l’infinito? Voglio dire, noi non stiamo parlando di qualcosa che può essere nascosto sotto il tappeto. Se si potessero vedere le cose solo ed esattamente per quelle che sono, si vedrebbe che ‘colui’ che sta vedendo è la vastità stessa.

~ Suzanne Segal

Questo mondo fluttuante è irreale ~ Bankei

Cerca nel passato

Quando nascevi,

Non puoi ricordarti di nulla !

Conserva la mente com’era

Quando sei arrivato nel mondo,

Istantaneamente il Sé

Diventa “ciò-che-è”

Idee del bene e del male

Son dovuti al tuo Sé

In inverno il fuoco nel camino

È una delizia

Ma quando arriva l’estate

Che fastidio!

E la brezza

che amavi in estate

Prima dell’autunno

Già è una seccatura!

Attaccamenti, brame

Non sono più nella mia mente

Ecco perché posso dire ora

Il mondo è proprio mio!

Il tuo desiderio della persona amata

È solo momentaneo

Esiste a causa del passato

Prima che lei venisse.

Ricordarsi di qualcuno

Significa che non puoi dimenticare

Non ricordarlo

Che non hai mai dimenticato

Ripensando al passato

Trovi che è un sogno di una sera

Realizza questo e vedrai

Che tutto è solo una bugìa

Coloro che sono amareggiati da

Questa fluttuante vita di dolori

Si angustiano, affliggono le loro menti

Ruminando su sogni vani

Poiché, in fondo, questo mondo fluttuante

È irreale.

Bankei, maestro zen del 1600

Cos’è la non-dualità? Ecco cosa rispondono

Il canto di Shankara

1. Non sono la terra né l’acqua né il fuoco né l’aria né lo spazio, non sono nemmeno i sensi e neppure l’insieme di tutti questi enti; poiché tutto ciò è transitorio mentre l’Uno è sempre esistente anche nel sonno profondo. Perciò Io sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

2. Non sono le classi sociali, né le leggi che governano le classi sociali, gli ordini e le loro tradizioni, né mi competono la pratica della concentrazione, la meditazione, lo yoga e le altre discipline. Le illusioni sovrapposte relative alle nozioni di “io” e di “mio” traggono origine da ciò che non è il Sé e sono soggette a distruzione. Perciò Io sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

3. Non sono la madre né il padre, non sono gli Dèi né i diversi mondi, non sono i Veda né i sacrifici né possono descrivermi come i luoghi sacri di pellegrinaggio. Poiché durante il sonno profondo tutto ciò diviene inesistente pari a un vuoto assoluto, Io sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

4. Non sono la dottrina Samkhya né quella Saiva, non sono la teoria Pancaratra e non rispecchio l’opinione Jaina né, ancora, la dottrina Mimamsa e tutte le altre. Giacché è soltanto attraverso la peculiare ed effettiva realizzazione coscienziale che si svela la mia natura di Sé infinitamente puro, Io sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

5. Non sono né in alto né in basso, né all’interno né all’esterno, né al centro né intorno, né verso Oriente né verso Occidente. Essendo onnipervadente come l’etere sono per natura unico e indivisibile; perciò sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

6. Non sono né il bianco né il nero, né il rosso né il giallo; non sono sottile né massiccio, né corto né lungo. Essendo la mia natura il puro splendore (di Conoscenza), per ciò stesso sono privo di forma. Io sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

7. Non sono l’istruttore né il testo sacro, non sono il discepolo né l’insegnamento; non sono “te” (che mi ascolti) né “me” (che ti parlo) e nemmeno questo intero dispiegamento cosmico. La vera natura del Sé è la pura Coscienza, la quale non ammette alcuna differenziazione. Perciò Io sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

8. Per me non c’è stato di veglia né di sogno né di sonno profondo; non mi condiziona né il piano grossolano (visva) né quello sottile-luminoso (taijasa) né quello causale (prajna). Essi hanno la natura dell’ignoranza, mentre Io sono il Quarto, al di là dei tre stati (condizionati). Perciò Io sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

9. Poiché soltanto il Sé è onnipervadente e onnicomprensivo, è autoesistente ed è anche l’unico Soggetto senza “altro”, Esso costituisce l’ultima Verità. Tutto questo universo, essendo altro dal Sé, è semplice apparenza. Perciò Io sono quell’Uno, assoluto e benefico, che sempre e solo permane.

10. E, invero, il Sé non può definirsi nemmeno come Uno (con secondo); infatti donde mai potrebbe emergere un secondo che sia altro da Quello? Esso, perciò, non è né assolutezza né relatività, né si può dire che sia il vuoto e nemmeno che sia un qualcosa, giacché la Sua natura è la pura Non-dualità. Perciò, come posso io, allora, parlarvi di Quello che è proclamato da tutto il Vedanta?

Shankara

Io Sono l’Assoluto e null’altro ~ Upanishad

Quest’intero universo non mi appartiene in alcuna sua parte.
Non mi appartengono tempo, luogo, oggetti tangibili o pensieri.
Non mi appartengono l’abluzione rituale, i riti da svolgere ai crepuscoli, deità o luoghi sacri.
Non mi appartengono guadi che sian sede di pellegrinaggio, di servizi offerti alla divinità, di gnosi o sedi di esseri divini.
Non mi appartengono la schiavitù, la nascita, la parola, il sole, il merito, il demerito, il dovere, la buona sorte.
Non mi appartengono il principio vitale, e neppure i tre mondi.
Non mi appartengono la liberazione, la dualità, la scienza sacra rivelata, le prescrizioni rituali, la prossimità, la distanza, la luce intellettuale, la segregazione.
Non mi appartengono il maestro, il discepolo, Brahma, Visnu o Rudra.
Non mi appartengono la terra, l’acqua, il vento, lo spazio, il fuoco.
Non mi appartiene affatto tutto ciò che può essere detto, pensato o meditato.
Non mi appartiene il desiderio, lo yoga o il riassorbimento cosmico….
Io sono l’Assoluto, io sono senza dubbio l’Assoluto.
E’ detto liberato in vita chi ha questa conoscenza, chi percepisce se stesso come l’Assoluto e null’altro, come consapevolezza e null’altro, come il Supremo e null’altro.

Tejobindu-upanishad ; IV

Discorso sull’immortalità ~ Upanishad

“Che me ne faccio di ciò che non mi rende immortale! Dimmi, o signore, ti prego, ciò che sai.”

Yanavalkya disse allora:
“Tu mi sei cara e caro mi è ciò che stai dicendo. Vieni, siediti e lascia che ti spieghi, e mentre ti parlo, medita su ciò che dico.
In verità, non per amore del marito il marito è caro, ma per amore del Sé il marito è caro;
Non per amore della moglie la moglie è cara, ma per amore del Sé la moglie è cara;
Non per amore della devozione la devozione è cara, ma per amore del Sé la devozione è cara;
Non per amore dei mondi i mondi sono cari, ma per amore del Sé i mondi sono cari;
Non per amore degli dèi gli dèi sono cari, ma per amore del Sé gli dèi sono cari.
Perciò, in verità, è il Sé che va cercato, che va ascoltato, ed è sempre sul Sé che occorre meditare, o Maitreyi.
Vedendolo, ascoltandolo, meditando su di esso, si arriva a comprendere tutto ogni cosa e tutti i mondi.
La devozione abbandona chi vede in essa qualcos’altro dal Sé,
Gli dèi abbandonano chi vede in essi qualcos’altro dal Sé,
il tutto abbandona chi vede in esso altro dal Sé.

La devozione, il potere, i mondi, gli dèi, gli esseri, il tutto sono altro che il Sé.”

Estratto da BRIHAD-ARANYAKA UPANISHAD