Scopri ciò che non sei ~ Nisargadatta Maharaj

I.: Sono pieno di desideri, e ci tengo a soddisfarli. Come posso ottenere ciò che
voglio?
M.: Sei certo di meritarlo? In un modo o nell’altro, devi impegnarti per appagare i
tuoi desideri. Mettici energia e attendi i risultati.
I.: Da dove prendo l’energia?
M.: Il desiderio stesso è energia.
I.: E perché ci sono dei desideri inappagati?
M.: Forse perché non sono stati abbastanza forti e tenaci.
I.: Sì, questo è il mio problema. Voglio le cose, ma sono pigro.
M.: Se il desiderio non è limpido e forte, non può prendere forma. Se poi i desideri sono in vista della tua privata soddisfazione, l’energia che dai loro è necessariamente limitata. Non può essere più di quella che hai.
I.: Eppure le persone comuni ottengono ciò che vogliono.
M.: Ma dopo aver desiderato molto, e molto a lungo. E anche le loro conquiste sono limitate.
I.: E i desideri non egoistici?
M.: Quando desideri il bene comune, tutto il mondo vuole con te. Fa’ tuo il desiderio dell’umanità e agisci per esso. Lì non puoi fallire.
I.: L’umanità è opera di Dio, non mia. Io bado a me. Non ho il diritto di soddisfare i miei desideri? Posso garantire che non feriranno nessuno: sono legittimi. Sono giusti; perché non si avverano?
M.: I desideri sono giusti o sbagliati a seconda delle circostanze. Dipende da come li valuti. La distinzione tra giusto e ingiusto è solo umana.
I.: Con quali criteri si distingue? Come faccio a sapere quale dei miei desideri è
giusto e quale no?
M.: Nel tuo caso, i desideri che portano al dolore sono sbagliati, e quelli che portano alla felicità, giusti. Ma non devi dimenticare il tuo prossimo. Il dolore e la felicità degli altri, contano.
I.: I risultati sono nel futuro. Come posso sapere come saranno?
M.: Usa la mente. Ricorda. Osserva. Non sei diverso dagli altri. La maggior parte
delle loro esperienze sono anche le tue. Pensa con chiarezza e profondità, penetra nella struttura dei desideri e delle loro ramificazioni. Sono la parte più importante del tuo sistema mentale ed emotivo, e influenzano profondamente i tuoi atti. Non puoi abbandonare ciò che non conosci. Per superarti, devi conoscerti.
I.: Che significa conoscere se stessi? Che cosa esattamente vengo a conoscere?
M.: Tutto ciò che non sei.
I.: E non quello che sono?
M.: Ciò che sei, lo sei già. Conoscendo ciò che non sei, te ne liberi, e rimani nel tuo
stato naturale. Tutto accade spontaneamente e senza sforzo.
I.: E che cosa scopro?
M.: Che non c’è niente da scoprire. Sei ciò che sei, e questo è tutto.
I.: Ma infine chi sono?
M.: L’ultima negazione di tutto ciò che non sei.
I.: Non capisco!
M.: È la tua idea fissa di dover essere questo o quello, che ti acceca.
I.: Come me ne libero?
M.: Se hai fiducia in me, credimi: tu sei la pura consapevolezza che illumina la
coscienza, e il suo infinito appagamento. Perciò vivi in conformità. Oppure, se non mi credi, scava dentro di te con la domanda “Chi sono?”, oppure concentra la mente sull'”io sono”, che è essere puro e semplice.
I.: Da che dipende la mia fiducia in voi?
M.: Dal tuo scrutare nel cuore degli altri. Se non sai leggere nel mio, guarda nel tuo.
I.: Non mi riesce.
M.: Purìficati con una vita equilibrata e fruttuosa. Osserva i tuoi pensieri, sentimenti, parole e azioni. La tua visione si schiarirà.
I.: Non devo rinunciare subito a tutto, e fare il randagio?
M.: Non puoi rinunciare. Puoi materialmente abbandonare la tua casa e mettere in difficoltà la famiglia, ma gli attaccamenti sono nella mente, e non ti lasceranno fin quando non conoscerai la tua mente dentro e fuori. Per prima cosa conosci te stesso, tutto il resto seguirà.
I.: Ma se sono la realtà suprema – come dite – non ho già l’autoconoscenza?
M.: Certo che lo sei! Ma che parte di essa? Ogni granello di sabbia è Dio; saperlo è
importante, ma è solo l’inizio.
I.: Vi credo: sono la realtà suprema. E poi?
M.: Te l’ho già detto. Scopri tutto ciò che non sei. Corpo, sentimenti, pensieri, idee,
tempo, spazio, essere e non-essere “questo” o “quello” – niente di concreto o astratto che tu possa indicare – è te. Asserirlo, non serve. Puoi ripeterlo all’infinito senza che accada nulla. Invece, osserva senza intermissione, soprattutto la mente – momento per momento -, senza che nulla ti sfugga. Questa testimonianza è essenziale per separare il sé dal non-sé.
I.: La testimonianza, non è la mia vera natura?
M.: La testimonianza implica un testimone. Ancora in due!
I.: E che significa testimoniare il testimone: la consapevolezza della consapevolezza?
M.: Accostare parole non porta lontano. Va’ dentro, e scopri ciò che non sei. Il resto non conta.

Nisargadatta Maharaj 2

Tratto da “Io Sono Quello“, Sri Nisargadatta Maharaj

Questa Libertà ~ Tony Parsons

Quello che condividiamo insieme è l’esposizione del costrutto artificiale del ‘me’, la sensazione illusoria che è reale ed ha una scelta reale, e la terribile e meravigliosa futilità dello sforzo che fa per trovare la pienezza. Faremo luce insieme sul me che vive in un mondo finito; un mondo soggetto-oggetto. Può esistere solamente in quel mondo. Esiste lì perché è auto-cosciente. In età molto precoce l’auto-coscienza prende il sopravvento, “Io sono consapevole di me stesso”. Cresce e cresce e quello che viene ricercato è limitato dalla personale esperienza della contratta realtà. Cerca l’infinito in una esperienza artificialmente finita che sogna essere reale.

Quindi il ricercatore sta costantemente vedendo dal punto di vista dell’essere un soggetto. Sta costantemente cercando un oggetto chiamato auto-appagamento. Quello che stiamo condividendo insieme è che questo intero sforzo è completamente e totalmente futile a causa della natura del ‘me’. Costantemente la risposta qui sarà di puntare al sogno illusorio dell’essere un ‘me’ e al sorgere di una nuova possibilità.

Quindi il ricercatore dovrebbe smettere di cercare?

Questo non è un messaggio sul cercare o non cercare. L’energia del ‘me’ può solamente cercare e provare a tornare a casa. Questo è tutto ciò che può fare. Quando pensa che ha perso la totalità tutto quello che può fare è provare e trovare la totalità. Le persone credono che se raggiungono l’apice della purezza, che è solo una creazione mentale, allora si meriteranno la libertà. Ecco il problema che ha il ‘me’. Ama l’idea di diventare puro, perché crede di non essere immeritevole. L’intero insegnamento del divenire è basato sulla credenza che il ‘me’ ha bisogno di cambiare, quando invece il ‘me’ è solo la totalità che appare essere un ‘me’. E’ senza significato e senza scopo.

Poiché il sé apparente può solamente sorgere attraverso la sua personale esperienza, sapere o auto-consapevolezza, la sua ricerca per un significato più profondo sarà limitata a ciò che può conoscere e fare esperienza per se stesso.

All’interno di queste limitazioni ci sono molte dottrine, terapie, ideologie, insegnamenti spirituali e sistemi di credenza che il ricercatore può arrivare a conoscere. Può esserci anche il conoscere e l’esperienza di stati di silenzio, immobilità, beatitudine, consapevolezza e distacco, tutte cose che sembrano andare e venire come il giorno e la notte.

Tutti questi insegnamenti, raccomandazioni e prescrizioni cercano di fornire al ricercatore risposte a ciò che è inconoscibile e vie per trovare ciò che non è mai stato perso.

Tony Parsons 4

Tony Parsons

La trappola della consapevolezza – Andreas Muller

Sebbene alcune persone insegnino la consapevolezza come una via verso la libertà, non ha assolutamente alcuna connessione con la liberazione. La consapevolezza può apparire oppure no, ma esperita come realtà, rimane nella storia del me. La consapevolezza usata come un metodo, può essere sentita molto neutrale e quindi in un certo modo piacevole. Eppure è il ‘me’ che cerca di mantenere l’illusione del controllo non essendo ‘ciò che è’, ma solo essendo consapevole di ‘ciò che è’.

La neutralità che viene sentita può sembrare piacevole per qualche tempo, perché raffredda l’intensità della vita. Inoltre, questa neutralità spesso viene confusa con l’illuminazione o la liberazione, che da all’apparente ricercatore la sensazione che sta procedendo bene.

Tutto questo è un gioco all’interno della storia della separazione. La liberazione è il collasso del ‘me’ e di ‘ciò che sembra essere separato’. Ciò che rimane è la totalità, che è vitalità totale, che è nessuna cosa.

Gli insegnamenti e le terapie parlano alla persona offrendo la liberazione nel futuro, dato che l’attuale viene percepito come ‘non esserlo’. Apparentemente questi insegnamenti mantengono il ricercatore incastrato nella sua storia del tempo e del percorso verso qualcos’altro. Nutrono l’idea di essere una persona così come il gioco di speranza e disperazione, mentre l’apparente ‘me’ si focalizza sul suo futuro obiettivo.

Questo messaggio non offre alcun percorso o metodo, perché non ci sono cose del genere. Tutto quello che c’è, è ciò che è. Non esiste nient’altro. Ciò che è è già completo, intero. L’idea che ci sia un qualcuno che può raggiungere ciò che è è assurdo, perché altrimenti ci sarebbe un altro ciò che è.

Questo messaggio viene dalla percezione della separazione come illusoria. ‘Dopo’ esiste solamente nella storia del me, dove il tempo viene sperimentato come reale. Ancora: tutto ciò che c’è, è ciò che è. E’ intero e completo. E’ la vitalità, la totalità che viene cercata. Nulla che appare come questo.

Andreas Muller

Andreas Muller

Non c’è alcun libero arbitrio ~ Ramesh Balsekar

A nessuno piace sentirsi dire che non ha libero arbitrio. Eppure guarda lo stato del mondo in questo momento. Il mondo è sull’orlo del disastro, dove è stato per molti anni con una crisi dopo l’altra. La questione – la grande domanda – rimane quindi: L’essere umano ha sicuramente un’enorme intelligenza (per inviare un uomo sulla luna); si suppone anche di avere il libero arbitrio – allora perché l’essere umano è stato incapace di combinare la sua intelligenza e la sua libera volontà per rendere il mondo un posto migliore?!

C’è anche un altro aspetto. Ci sono così tante persone intelligenti, leader nei rispettivi settori, che sono molto interessati a conoscere il loro futuro. Se davvero credessero nel loro libero arbitrio, perché sarebbero così interessati all’astrologia e fenomeni simili?!

Se si pensa che in questo senso, l’unica conclusione ragionevole a cui puoi arrivare è che l’essere umano ha agito in questo modo perché non ha alcun controllo sui suoi pensieri e le sue emozioni.

Ciò che egli considera come sue azioni sono in realtà solo reazioni dell’organismo individuale ad un impulso esterno: un pensiero che si verifica, un evento che vede o forse quello che gli capita di sentire. Ogni organismo reagisce in base alle caratteristiche naturali con cui è stato programmato: fisico, mentale, intellettuale, temperamentale.

Un’altra difficoltà ad accettare veramente questo insegnamento è l’idea che porterebbe ad un atteggiamento ‘fatalista’. L’argomento fatalista si traduce in una domanda: ‘Se io non sono motivato dai frutti della mia azione, e, anzi, se non ho il libero arbitrio sulle mie azioni, perché dovrei lavorare?’ La risposta è sorprendentemente semplice: non sarai in grado di essere inattivo per qualsiasi periodo di tempo, perché l’energia all’interno dell’organismo ti costringerà ad agire: agire secondo le caratteristiche naturali dell’organismo. In altre parole, agire o non agire è di per sé fuori controllo.

L’essenza della comprensione ultima è il fatto ineludibile che il singolo essere umano, in quanto tale, non ha, non può, avere alcuna volontà. Egli è senza indipendenza nella scelta di decisione e di azione, per il semplice fatto che l’essere umano non è un’entità autonoma. L’essere umano è solo una parte infinitesimale della totalità della manifestazione. Che l’essere umano possa vedere, sentire, ecc, attraverso i suoi sensi è solo perché, come ogni altro essere senziente (insetto o animale), è stato dotato di sensibilità. Che possa pensare è semplicemente perché, inoltre, è stato dotato di intelletto.

Non c’è alcun autore delle azioni.

Ramesh Balsekar 5

Ramesh Balsekar

La Verità Definitiva
Un’esposizione organica dell’advaita vedanta
Non più Confusione
Come vivere senza stress la ricerca spirituale

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La ricerca è assolutamente inevitabile ~ Tony Parsons

Un’esperienza spirituale profondamente sentita può, ad alcune persone, sembrare un evento di illuminazione personale. Può sorgere il desidero di aiutare o insegnare altre persone per avere un’esperienza simile. Questa comunicazione può qualche volta sembrare “non-duale”, quando l’insegnate descrive la natura dell’Uno, ma contraddice se stesso raccomandando un processo che può aiutare il ricercatore ad ottenere quell’Uno attraverso per esempio l’auto-indagine, meditazione o purificazione.

Può esserci l’incoraggiamento a “vivere nel momento” o “essere qui ora” o “abbracciare la paura” cosicché la persona possa trovare “la loro vera natura”.

Questo tipo di prescrizioni personali sono spesso accompagnate dalla ripetizioni di idee ispiranti e positive che possono sollevare l’animo del ricercatore a dargli una nuova speranza e un nuovo scopo.

Sembra che questo tipo di scambio tra due persone, per sua vera natura, accadendo nella storia del tempo e quindi la sua influenza è transitoria. Appaga un  bisogno… per un certo tempo.

Una comunicazione impersonale riconosce ed illumina l’apparente dilemma del ricercatore che sembra essere imprigionato nell’esperienza corporea della separazione. Descriverà inadeguatamente la natura della vitalità senza limiti e la sensazione di insoddisfazione e mancanza che possono sorgere nell’apparente separazione da ciò.

Esporrà, senza alcun tipo di compromesso, l’assoluta inevitabilità e assenza di speranza della ricerca e il dono di libertà che è nascosto in quell’assenza di speranza.

Nessuno può reclamare di possedere questo messaggio impersonale, e quindi non ci sarà alcuna motivazione di cantarne le lodi.

Non ci sarà neanche un’intento personale per appagare, aiutare o cambiare la “persona”.

Non c’è nessuno qui per la “persona”, eccetto la terribile possibilità che tutto quello che sognano e sperano per se stessi potrà essere perso.

Ogni volta che l’identità personale, la sua ricerca, le sue speranza e i suoi sogni sembrano minacciati, può esserci un rifiuto di questo messaggio ed un ritorno a quello che sembra servire e supportare l’illusione unicamente umana dell’autonomia personale che conduce all’appagamento personale.

Il messaggio impersonale può allora essere visto come giudicante o nichilistico, e può anche essere visto come “non amorevole” perché lascia la “persona” con nulla.

Certamente può esserci qualcosa da affrontare riguardo la costanza singolare che sorge solamente da quella compassione incondizionata che rivela l’illusione della prigione personale.

Da questa rivelazione, può sorgere una risonanza che è di nessuno.

Come può la “persona” udire l’impersonale?

Come può esserci il conoscere dell’inconoscibile?

Come è possibile per la “persona” confrontarsi con la propria assenza?

Come può il ricercatore ottenere ciò che è già tutto?

Tony Parsons

La semplicità della Non Dualità ~ Richard Sylvester

La mente ama la complessità. La complessità mantiene la mente impegnata e ne giustifica la ricerca. La complessità tiene la mente sotto controllo, che è proprio come vuole sentirsi. Se ci sono trentasei livelli di illuminazione (non ci sono), allora la mente può essere impegnata tutta una vita – o molte vite – ad esplorarli.

Quindi la mente crea grandi edifici sulla non-dualità e le filosofie spirituali, decorandoli con fischietti e campane. Ci saranno sempre abbastanza volumi che non riusciremo mai a leggerli tutti. Ci saranno sempre abbastanza satsang e discorsi che non riusciremo mai ad ascoltarli tutti.

Che gioia per la mente! Che follia!

Nel frattempo i mistici, e non è detto che scelgano di condividerlo, parlano nel modo più semplice possible. Proprio come hanno sempre fatto. I mistici sanno che il cuore della non-dualità si può riassumere in quattro semplici parole.

“Non c’è alcun sé.”

Tutto il resto fluisce da questo.

Anche una frazione di secondo di risveglio chiarisce questo. Ma poi la mente riafferma se stessa e le storie possono ricominciare ancora con tutte le complicazioni che ne conseguono.

Che peccato!

Finché c’è il senso di essere una persona separata, il mondo della dualità è considerato assolutamente reale e probabilmente pieno di importanza, significato e scopo. La mente ha uno stimolo potente a ricercare il significato. Ma quando viene visto che non c’è mai stata una persona, questo è visto come un sogno e senza uno scopo.

Ecco l’essenza della non-dualità espressa in otto righe brevi nelle Upanishad:

“Le scritture lo hanno proclamato a gran voce:
In verità non c’è creazione né distruzione.
Nessuno è legato e nessuno sta cercando la liberazione.
Nessuno è sulla via della salvezza.
Non c’è nessuno che sia liberato.
Questa è l’assoluta verità, mio caro discepolo.
Questo, la summa e sostanza di tutte le Upanishad,
Il segreto dei segreti, è il mio messaggio per te.”

Richard Sylvester 3

Richard Sylvester

E’ visto così semplicemente ~ David Carse

Fin dall’inizio, questa vita non ha mai avuto senso.
Per 46 anni, la vita è stata sperimentata come
arbitraria, caotica e dolorosa.
Ci sono stati molti:
genitori, fratelli e sorelle,
insegnanti, compagni di classe, amici,
fidanzate, mogli,
colleghi e collaboratori di lavoro,
consiglieri e counselors,
sciamani, preti e profeti,
dottori, terapeuti, guaritori di ogni tipo,
e più di un paio di spettatori relativamente innocenti;
che, ognuno a suo modo, mi ha dato
sollievo e supporto, aiuto e conforto,
saggezza e guida
ad un’anima frammentata
mentre si dimenava nell’oscurità
fino a quando è finita.
Questo libro è dedicato a tutti voi,
con eterna gratitudine.
Ora è visto così semplicemente:
tutti voi siete Mestesso.

Ci sono molti libri là fuori che ti aiuteranno a vivere una vita
migliore, diventare una persona migliore, ed evolvere e crescere per realizzare il tuo pieno potenziale come essere spirituale.
Questo non è uno di quelli.
Nel momento in cui scrivo [2005], quasi ogni insegnante spirituale famoso
in America ed Europa, sta insegnando l’illuminazione spirituale definitiva,
che una volta era ottenuta solo da alcuni yogi, guru e altri
esseri straordinari, ed ora può essere tua; e leggendo i loro
libri o partecipando ai loro seminari ti aiuteranno a quell’obiettivo.
Questo libro ti dirà che queste idee sono assurde, perché è
abbastanza ovvio che né tu né ogni altro è mai esistito.

perfect brilliant stillness

David Carse, dall’introduzione del suo libro Perfect Brilliant Stillness

La terapia non-duale e l’avvicinarsi alla verità

Il mondo occidentale negli ultimi anni si è avvicinato al mondo interiore, all’indagine e all’analisi di tutto il processo del pensiero, delle emozioni e della psiche ottenendo risultati enormi che non hanno nulla da invidiare alla millenaria tradizione orientale.

Scienziati, neuro-linguisti, terapeuti, medici stanno cercando ci comprendere il meccanismo della coscienza per poter risolvere i problemi della persona, sia fisici che psicologici.

La religione tradizionale sembra aver perso ogni validità ed autorità, e si riesce a vedere quale fosse il messaggio primordiale ed autentico del Cristo, scevro di tutte le sovrastrutture e dogmi imposti dalla successiva Chiesa Cattolica, che ha editato, interpretato e diffuso il Nuovo Testamento.

Sempre più terapie nascono ogni giorno sulla base di intuizioni e comprensioni che sembrano aiutare molto le persone ad affrontare la quotidianità. Sono una cosa molto positiva e chi le ha provate può giurare che ora la loro vita è decisamente cambiata in meglio.

In questo panorama spirituale si fa sempre più largo una visione radicale e decisamente particolare nelle sue affermazioni, che è la Non Dualità. Questo portale si occupa di diffondere tale messaggio che viene riconosciuto come verità autentica, non sulla base di ragionamenti o atti di fede, ma perché è lo stato naturale.

Questo messaggio è incomprensibile nella sua autenticità, nel senso che non si può cogliere la non esistenza. La Non Dualità infatti non riconosce come reale la persona, non riconosce nessun centro da sciogliere, da far svanire nel nulla o da far espandere nel tutto. La Non Dualità non ammette quindi il libero arbitrio, la libertà di scelta, l’illuminazione. Niente illuminazione in quanto non c’è appunto nulla da illuminare, l’ego non è mai esistito. Come puoi ben vedere non ha senso, dato che il 99,9% della popolazione mondiale vive sulla base di altri presupposti.

Sebbene questo messaggio non offre nulla alla persona e quindi non ha un vasto seguito, sempre più persone si avvicinano ad esso perché sentono una risonanza molto profonda e familiare. Molti infatti hanno provato tante terapie, tante tecniche, tanti maestri,  eppure c’è ancora un senso di insoddisfazione, di mancanza, di essere divisi da tutto ciò che ci circonda. Sempre più persone ogni giorno riconoscono lo stato naturale, e ciò che in passato era un fenomeno esclusivo, raro e sorprendente, ora è sempre più comune e al di fuori di particolari scuole di iniziazione.

Parallelamente molte terapie si stanno diffondendo sotto l’appellativo della non dualità. Si consiglia di fare qualcosa, di cambiare, di comprendere per raggiungere lo stato di non dualità, per scoprire “di non esistere”.

Qualunque cosa viene fatta va benissimo, ma semplicemente non ti avvicinerà di un millimetro a ciò che sei, perché ciò che sei lo sei già. Non puoi far svanire qualcosa che non è mai esistito.

Ogni messaggio che vuole far comprendere la persona qualcosa riguardo se stessa, che induce la persona a cambiare qualunque aspetto della propria vita è una terapia e non ha niente a che vedere con la non dualità.

Con la terapia possono accadere cose meravigliose, ma niente a che vedere con la fine della ricerca. Questo è tutto ciò che c’è, niente da cambiare, niente da ottenere, niente di separato e nessuno in esso.

Molti chiedono, ma allora che cosa bisogna fare per raggiungere l’illuminazione? Il mondo è pieno di persone pronte a dirti cosa fare, e tantissimi terapeuti sono certi della risposta, quindi se si vuole cercare di fare qualcosa allora la terapia va benissimo, ma niente a che vedere con questo messaggio.

mind-power

Riccardo Lautizi

Perché si intrattiene il negativo più del positivo? ~ Tony Parsons

Domanda: Perché c’è la tendenza ad intrattenere di più il negativo che il positivo?

Tony Parsons: Nell’individualità c’è un enorme senso di essere immeritevole o di non sentirsi mai buono abbastanza, o che deve esserci qualcosa di veramente sbagliato in noi se non possiamo trovare la totalità. Ogni pensiero che nutre l’idea di essere immeritevoli è più affascinante del pensiero che siamo belli e che tutti ci amano.

Essere immeritevole è anche un senso più forte nel corpo rispetto a quello di essere meritevole. Ecco perché le persone sono incredibilmente attratte dagli insegnamenti che gli dicono che possono diventare meritevoli attraverso la meditazione, il digiuno o il negare se stessi. Il messaggio di diventare meritevole è molto potente quindi le persone cercano modi per iniziare a dare o a contribuire in qualcosa ovvero cercano di sentirsi bene con se stessi.

L’individuo è davvero completamente un orco perché tutto ciò che l’individuo fa è alla fine per se stesso. Specialmente cose come fare del bene o essere umile – essere molto molto umile – più umile di tutti gli altri.

Tutta questa attività sta apparentemente accadendo nella storia del me che funziona in una realtà artificialmente dualistica. Quindi il me cerca nel finito ciò che è infinito.

La pienezza che viene cercata e desiderata è senza confini e totalmente libera. Non può essere afferrata e nemmeno avvicinata. Né è necessario fare alcunché o cambiare qualcosa o rendere migliore ciò che è già tutto.

La fine del me è solo apparente, è un paradosso, perché non è mai stato reale.

Tutto quello che c’è, è libertà senza limiti.

Tony Parsons 4

Tony Parsons

E’ Semplicemente Questo ~ Jim Newman

Il sé separato è in una missione, è alla ricerca dell’impossibile per conoscere la fine di se stesso, la fine della paura della morte, la fine della separazione. La realtà non-duale. In questa ricerca fallirà sempre. La situazione del senso del sé è completamente senza speranza. Come il suo sforzo di controllare la sua vita cercando di ripetere ciò che è piacevole e di evitare ciò che è doloroso, che è la semplice descrizione della sua intera vita. Non c’è alcun libero arbitrio – questa è un’altra illusione.

La buona notizia è che non esiste una cosa come la separazione. Quello che il senso separato del sé sta cercando è tutto ciò che è. C’è solo questo. Questo. Questo non è qualcosa di particolare o esclusivo. E’ tutto esattamente così com’è. Ogni cosa è un’espressione della totalità, ogni cosa è la fine del senso della separazione che il senso del sé separato sta cercando ma nella sua ricerca può solamente registrare qualcosa di separato, di relativo.

Quando questa realtà è riconosciuta, viene allora visto che non c’è alcuna separazione, che il senso della separazione era semplicemente un sogno, che non è mai accaduto, non c’è e non c’è mai stato un sé separato nell’interezza del tutto. Ogni cosa è il paradiso perfetto e completo. Ma non cambia nulla, dato che non c’era mai stata la separazione. La manifestazione non contempla più la ricerca per la fine della paura della morte e tutti i nevrotici atteggiamenti di tale ricerca, ma tutto è immobile, tutto. Nell’assenza della ricerca c’è la meraviglia inconoscibile che questo, ciò che è, possa esistere, semplicemente appare, una quieta maestosità che è questa esplosione di ogni cosa senza significato e senza scopo, che è un’anarchia di amore. Assoluta libertà che appare come ogni cosa che è.

Nella condivisione questo è spesso riconosciuto ed entra in risonanza. Qualche volta c’è la registrazione che questo sia innegabile sebbene non ci sia un riconoscimento,  ma semplicemente una comprensione che sembra risuonare come verità da qualche parte e la camicia di forza si allenta, qualcosa svanisce completamente.

Poiché il messaggio è che non c’è niente da trovare, è già questo, il senso separato del sé non gioca alcun ruolo in questo riconoscimento. C’è o non c’è una disponibilità impersonale.

Questo è ogni cosa, completamente impersonale e non ha niente a che vedere con ciò che il senso separato sente o pensa.

Jim Newman2

Jim Newman