L’illusione delle esperienze mistiche e della conoscenza ~ U. G. Krishnamurti

Per me non esiste la mente per nulla. La mente è la totalità — non che stia dando una descrizione peculiare della mente –, la totalità delle vostre esperienze, e la totalità dei vostri pensieri. Come stavo dicendo ieri, non ci sono pensieri che potete rivendicare come vostri. Non ci sono esperienze che potete indicare come vostre. Senza la conoscenza voi non potete avere esperienze. Ogni volta che sperimentate qualche cosa, attraverso queste esperienze la conoscenza cresce ed è fortificata. È un circolo vizioso. Va avanti all’infinito. La conoscenza vi dà esperienze, e le esperienze fortificano la conoscenza che avete. Le vostre domande sono frivole, perché ogni domanda è nata dalla conoscenza. Se c’è una risposta alla domanda, non è necessariamente la vostra risposta. Tutte le risposte sono le risposte che sono state accumulate attraverso i secoli. C’è la totalità della conoscenza che è stata accumulata. L’accumulo di conoscenza, l’accumulo di esperienze, sono tutti là presenti. Voi li state usando per comunicare con voi stessi e per comunicare con gli altri.
Non esiste una cosa come la mia mente o la vostra mente. Ma c’è una mente che è la totalità di tutti i pensieri e le esperienze di tutti gli esseri umani che sono esistiti fino a questo momento.
Se vi viene fornita una risposta ad una domanda, questa risposta dovrebbe mettere fine alla domanda stessa. Il fatto è che le risposte datevi dagli altri, quelle che vi siete fabbricati da voi, e le risposte date da quegli uomini saggi che ci sono in questa sorta di mercato dello spirito oggi, o che sono esistiti nel passato, non sono realmente le risposte.
Ogni risposta che vi do non è la vera risposta, perché la risposta dovrebbe porre fine alla domanda. Se la domanda è frantumata, anche tutta la conoscenza che è responsabile per la domanda deve andarsene. Chi fa la domanda non ha reale interesse in nessuna risposta, perché la risposta farebbe esplodere tutto quanto, non solo le poche cose che avete conosciuto in questi 30 o 40 anni, ma tutto quello che è stato accumulato fino ad oggi, ogni cosa che ogni uomo ha pensato e sentito e sperimentato fino a questo punto dove la domanda finisce. La risposta, se c’è una risposta, spazzerebbe via ogni cosa.

La gente viene e mi parla delle proprie esperienze spirituali. Cosa si aspettano da me? Vogliono che io li conforti e gli dica che stanno facendo bene. Andate avanti così e raggiungerete la vostra destinazione. Io non posso farlo. Io enfatizzo che quelle esperienze che voi considerate straordinarie sono totalmente non collegate a ciò che voi siete realmente. Questo è molto difficile da capire. Io do sempre l’esempio del tremore. Un tremito non sottintende che un giorno ci sarà un terremoto…. Questi tremiti non hanno nulla a che vedere con i terremoti. Il terremoto avverrà da un’altra parte non nel luogo nel quale voi pensate che debba succedere. Quando raggiungerete il vostro stato naturale, vi renderete conto che i fremiti che voi avete sperimentato durante quello che chiamavate “sadhana” sono totalmente estranei ad esso.. (lo stato naturale). Questo è molto difficile da capire. Ecco perché tutti quelli che sono sul cammino spirituale mi pongono la domanda: “come fai a sapere che tutta la tua ricerca non è stata responsabile di ciò che sei oggi?” Io posso dire che questo stato naturale, non è per nulla collegato a ciò che ho fatto o ciò che non ho fatto. In questo stato vedete che tutti i concetti collegati al cammino spirituale sono inutili, dato che il cammino spirituale è in relazione agli obiettivi che voi avete.

ug-krishnamurti

U. G. Krishnamurti

Dobbiamo lasciarci andare e fluire? ~ U. G. Krishnamurti

D: Stai suggerendo di lasciarci semplicemente andare? nessun conseguimento, solo fluire?
U.G:  Anche quel “fluire” non è qualche cosa di volontario da parte vostra. Voi non dovete fare nulla. Non siete separati dal pensiero. Questo è ciò che enfatizzo. Voi non potete separarvi dal pensiero e dire: “questi sono i miei pensieri”. Una cosa del genere è una vostra illusione, e voi non potete restare senza illusioni. Rimpiazzate continuamente un’illusione con un altra. Sempre.

D: Sono d’accordo con quanto dici.
U.G.: Se tu accetti il fatto che rimpiazzi continuamente un’ illusione con un’ altra illusione, allora hai capito che il tuo volere essere libero dalle illusioni è impossibile; che quel volere stesso è un’ illusione. Perché vuoi essere libero dalle illusioni? Sarebbe la tua fine…..

Non sto cercando di spaventarvi, sto solo sottolineando che non è un gioco divertente da giocare. Quell’assembramento di illusioni siete voi stessi, come vi conoscete. Quando la conoscenza che voi avete di voi stessi svanisce, finisce con essa anche la conoscenza che avete del mondo. Non può rimanere nulla. Ma quella conoscenza non finirà tanto facilmente, essa tenterà di rimpiazzare sempre una illusione con un ‘altra.

Voi non accettate di essere persone normali, persone ordinarie. Quello è il vero problema. È molto difficile essere una persona ordinaria. La cultura vi chiede di essere qualche cosa di diverso da ciò che siete. Questo ha creato una sorta di spinta, — un movimento potentissimo e tremendo del pensiero, — il quale vi spinge ad essere diversi. Il pensiero serve nell’ambito materiale, altrimenti è inutile.

Il solo scopo del pensiero è di sovrintendere al nutrimento del corpo ed alla riproduzione. Quello è tutto l’uso che potete fare del pensiero. Null’altro. Non può essere usato per speculare.
Voi potete costruire una struttura di pensiero filosofico tremenda, ma non avrebbe assolutamente valore. Potete interpretare tutti gli eventi della vostra vita e costruire altre strutture di pensiero, ma non servirà; Lo scopo del pensiero non è questo.

Nello stesso tempo tempo dimenticate che tutte le cose attorno a voi sono create dal pensiero. Voi stessi siete nati dal pensiero, altrimenti non sareste qui. In quel senso il pensiero ha un valore tremendo, e nello stesso tempo è ciò che vi distruggerà.
Questo è il paradosso. Tutto ciò che avete creato in questo mondo è stato fatto grazie al pensiero, ma sfortunatamente il pensiero è diventato il nemico dell’uomo; perché l’uomo sta cercando di usare il pensiero per scopi per i quali non è adatto. Può essere usato per risolvere problemi tecnici, molto bene ed efficacemente, ma non potete usarlo per risolvere i problemi della vita.

Pensiero positivo, qualità della vita positiva, cose molto interessanti sapete. Non potete sempre essere positivi. Come potete esserlo sempre? Tutto ciò che non vi induce dei pensieri positivi voi lo chiamate negativo. Ma il positivo e il negativo esistono solo nell’area del vostro pensiero. Quando il pensiero non c’è, quello che rimane non è nè positivo, nè negativo. Come stavo dicendo, non esiste (questa cosa come) l’approccio negativo. È una contorsione.

La paura di andare a fondo è la cosa che vi rende impossibile lasciare che il movimento della vita si esprima nel suo modo naturale. Capite, non ha scopi, è giusto un movimento senza direzioni. Voi state tentando di manipolarlo e di canalizzarlo lungo una particolare direzione in modo da trarne qualche beneficio. Ma in voi esiste solo questo movimento senza direzioni.

U. G. Krishnamurti

Tratto da “Il coraggio di essere se stessi”, Dialoghi con U. G. Krishnamurti

Il solo scopo del pensiero ~ U.G. Krishnamurti

Il solo scopo del pensiero è di sovrintendere al nutrimento del corpo ed alla riproduzione. Quello è tutto l’uso che potete fare del pensiero. Null’altro. Non può essere usato per speculare. Voi potete costruire una struttura di pensiero filosofico tremenda, ma non avrebbe assolutamente valore. Potete interpretare tutti gli eventi della vostra vita e costruire altre strutture di pensiero, ma non servirà; Lo scopo del pensiero non è questo.

Nello stesso tempo tempo dimenticate che tutte le cose attorno a voi sono create dal pensiero. Voi stessi siete nati dal pensiero, altrimenti non sareste qui. In quel senso il pensiero ha un valore tremendo, e nello stesso tempo è ciò che vi distruggerà. Questo è il paradosso. Tutto ciò che avete creato in questo mondo è stato fatto grazie al pensiero, ma sfortunatamente il pensiero è diventato il nemico dell’uomo; perché l’uomo sta cercando di usare il pensiero per scopi per i quali non è adatto. Può essere usato per risolvere problemi tecnici, molto bene ed efficacemente, ma non potete usarlo per risolvere i problemi della vita.

Pensiero positivo, qualità della vita positiva, cose molto interessanti sapete. Non potete sempre essere positivi. Come potete esserlo sempre? Tutto ciò che non vi induce dei pensieri positivi voi lo chiamate negativo. Ma il positivo e il negativo esistono solo nell’area del vostro pensiero. Quando il pensiero non c’è, quello che rimane non è né positivo, né negativo. Come stavo dicendo, non esiste (questa cosa come) l’approccio negativo. È una contorsione. Vi sto incoraggiando ad ergervi da soli — potete camminare, potete nuotare, non annegherete.
Questo è quello che posso dire. Se c’è la paura, quasi certamente affonderete. Altrimenti c’è sempre una zattera di salvataggio là nell’acqua che vi tiene a galla.

La paura di andare a fondo è la cosa che vi rende impossibile lasciare che il movimento della vita si esprima nel suo modo naturale. Capite, non ha scopi, è giusto un movimento senza direzioni. Voi state tentando di manipolarlo e di canalizzarlo lungo una particolare direzione in modo da trarne qualche beneficio. Ma in voi esiste solo questo movimento senza direzioni.

Le soluzioni che avete non sono adeguate per questi problemi. Vanno bene come discussione accademica, o in qualche sorta di rituale in cui si facciano domande e risposte, dove si ripetano le stesse vecchie idee, ma tutto ciò non può in nessun modo toccare niente di vivo, perché una cosa viva brucerebbe in modo completo e totale tutto quanto. Voi non toccherete mai nulla di vivo. Finché userete il pensiero per capire e per sperimentare, non vedrete, né entrerete in contatto con niente di vivo.

L’IO, quello vero, non legato alla persona e inesprimibile a parole, che pur si manifesta durante tutta la creazione spontanea della vita – non muta mai, dalla nascita alla morte. Se la barriera dentro-fuori sparisce, dove sono i confini dell’ego?. L’ego si dileguerà nel tutto ciò che è. E quando il ricercatore scompare, chi cerca ancora e che cosa?

U. G. 2

Uppaluri Gopala Krishnamurti

Non sarai mai senza pensieri ~ U.G. Krishnamurti

Lo stato naturale non è uno “stato senza pensieri” – questo è una burla che dura da millenni fatta ai poveri Indù. Non sarai mai senza pensieri finché il corpo non sarà un cadavere. Pensare è necessario per sopravvivere. Ma in quello stato [ndr: lo stato naturale] il pensiero smette di soffocarti e cade nel suo ritmo naturale. Non c’è più un “io” che legge i pensieri credendo siano i suoi!

Vedete, non vi è possibile guardare i vostri pensieri, come non è possibile essere consapevoli di ogni passo che fate; se farete una cosa del genere, impazzirete. Non sarete più in grado di camminare. Quando si dice che uno dovrebbe essere consapevole di ogni cosa, non si intende una cosa del genere. Come può essere possibile guardare ogni pensiero, e perché dovreste farlo? Per avere autocontrollo? Non potete avere quel controllo, è una cosa tremenda.
Quando vi capita di immaginare che state controllando i vostri pensieri, e sperimentate un vuoto tra quei pensieri, o qualche stato di assenza di pensiero, sentite che state raggiungendo qualche cosa. Quello è uno stato di assenza di pensiero indotto dal pensiero stesso, solo un vuoto tra due pensieri. Il fatto che voi possiate sperimentarlo dimostra che il pensiero è ancora estremamente
attivo in voi.

Vi pongo questa analogia: il pensiero si comporta come il fiume Rodano che attraversa la Francia, scompare sotto terra per poi riapparire ancora. È andato sottoterra ma è ancora presente. Non potete usarlo per navigare, ma alla fine torna in superficie. Allo stesso modo tutte queste cose che voi state respingendo nelle regioni remote del vostro cervello, (illudendovi di sperimentare qualche cosa di straordinario) ritornano poi in superficie. E voi le troverete addirittura aumentato dentro di voi.

Adesso voi non siete consapevoli del vostro respiro. Non vi serve esserlo. Perché volete essere consapevoli di quel respiro? Se mi dite che lo fate per espandere i vostri polmoni, per avere un torace possente, — allora è un altro paio di maniche, Ma perché volete essere consapevoli del movimento del respiro dall’origine alla fine?

Il pensiero è una vibrazione straordinaria. È come il vibrare di un atomo. Non potete giocare con queste cose.
Non raggiungerete mai il vostro obbiettivo di controllare il pensiero. Il pensiero deve funzionare nel modo che gli è proprio, nel suo modo disgiunto e scollegato, e questo modo di funzionare non può essere raggiunto attraverso uno sforzo volitivo. Deve ritornare al suo ritmo naturale. Il vostro sforzo per ricondurlo a quel ritmo non fa altro che togliergli naturalezza.

Non passo più il tempo a ricordare, preoccuparmi, concettualizzare e compiere tutte quelle cose mentali che la gente compie quando è da sola. La mia mente è soltanto occupata quando è necessario, ad esempio quando fare domande, o quando io devo sistemare il registratore o cose simili. Per il resto del tempo la mia mente si trova nello stato «disinnestato». Naturalmente adesso ho di nuovo la memoria – inizialmente era abolita, ora però è nuovamente presente – ma è come qualcosa che sta dietro, che viene in superficie solo quando è necessario, automaticamente. Quando non serve, non c’è nessuna mente, nessun pensiero, ma solo vita.

U. G. Krishnamurti

Uppaluri Gopala Krishnamurti

L’unica possibilità che avete è ora ~ U. G. Krishnamurti

Il pensiero crea il tempo e lo spazio. Quando c’è il pensiero, ci sono il tempo e lo spazio.

Il pensiero ha creato il domani. Voi vi sentite disperati perché avete creato la speranza nel domani. L’unica possibilità che avete è ora; la speranza non è affatto necessaria. E non ha valore nemmeno l’idea del Sé, dell’atma. Ho fatto di tutto per trovare questo Sé. Ma è un’invenzione dei filosofi.

Quando, anche solo per un momento, smettete di desiderare, il pensiero è assente e a voi non rimane altro che il semplice problema di prendervi cura dei bisogni del corpo: il cibo, qualche vestito, un riparo.

Non potete fare nessuna esperienza se non attraverso il pensiero. Non potete nemmeno sentire il vostro stesso corpo senza l’aiuto del pensiero. Ci sono le percezioni dei sensi, ma è il vostro pensiero che dà forma al corpo e lo definisce, altrimenti non avreste alcun modo di sperimentarlo come tale.

Il corpo esiste solo come pensiero. C’è un unico pensiero e tutto esiste in funzione di quest’unico pensiero. Questo pensiero è l’io. Tutte le vostre esperienze, basate sul pensiero, sono un’illusione. Qualsiasi cosa sperimentiate attraverso il pensiero è un’illusione.

Potete osservare una cosa detta “io”? Sfugge. Osservatelo ora e ditemi. Come lo guardate? E cos’è la cosa che sta guardando ciò che chiamate “io”? Ecco il nocciolo della questione…: quello che sta guardando ciò che chiamate “io” è… l’ “io”. Sta creando un’illusoria divisione di se stesso, in soggetto e oggetto, ed è grazie a questa divisione che continua … Ed è interessato solo a continuare così… Finché vorrete capire questo “io” o cambiarlo in qualcosa di spirituale, o santo… continuerà. Se lo lasciate in pace, non c’è più, se n’è andato.

U. G. 2

U. G. Krishnamurti

Non c’è niente da fare ~ U.G. Krishnamurti

Tutto quello che fate rende impossibile l’esprimersi di quanto è già qui. Per questo io lo chiamo lo «stato naturale». Voi siete sempre in quello stato. Quello che impedisce a ciò che è già qui di esprimersi è proprio la ricerca. La ricerca va sempre nella direzione opposta, perciò tutto quello che considerate veramente profondo, tutto quello che considerate sacro, è una contaminazione di quella coscienza. Può non piacervi la parola «contaminazione», ma tutto quello che considerate sacro, santo e profondo è davvero una contaminazione. Così, non c’è niente da fare. Non dipende da voi. Non mi piace usare la parola «grazia», perché allora viene da chiedersi, «la grazia di chi?». Non si tratta di essere prescelti; capita, non so perché. Se mi fosse possibile, cercherei di aiutarvi. Ma questa è una cosa che non posso darvi, perché voi già l’avete. È ridicolo chiedere una cosa che già si possiede.

Non passo più il tempo a ricordare, preoccuparmi, concettualizzare e compiere tutte quelle cose mentali che la gente compie quando è da sola. La mia mente è soltanto occupata quando è necessario, ad esempio quando fare domande, o quando io devo sistemare il registratore o cose simili. Per il resto del tempo la mia mente si trova nello stato «disinnestato». Naturalmente adesso ho di nuovo la memoria – inizialmente era abolita, ora però è nuovamente presente – ma è come qualcosa che sta dietro, che viene in superficie solo quando è necessario, automaticamente. Quando non serve, non c’è nessuna mente, nessun pensiero, ma solo vita.

La coscienza è talmente pura che qualunque cosa facciate per purificarvi non fa altro che rendervi impuri. La coscienza deve sgorgare, per così dire: deve purgarsi da ogni traccia di santità e non-santità, da tutto quanto. Anche ciò che voi considerate «sacrosanto» è una contaminazione in quella coscienza. Non avviene attraverso una volontà da parte vostra; quando le barriere vengono distrutte, non attraverso uno sforzo da parte vostra, né per mezzo della vostra volontà, allora le chiuse si aprono e tutto scaturisce.

Lo stato di coscienza separativo non funziona più; c’è sempre lo stato di coscienza unitario, e niente può toccarlo. Qualunque cosa può arrivare – un pensiero buono, cattivo, il numero di telefono di una prostituta di Londra… Quello che viene non ha nessuna importanza – buono, cattivo, sacro, profano. Chi può dire: «Questo è bene; questo è male»? – è tutto finito. Si è come ricondotti alla sorgente. Ci si ritrova in quello stato di coscienza puro, primordiale, che potete chiamare consapevolezza o come vi pare. In quello stato le cose accadono, ma non c’è nessuno che ne sia interessato, che presti loro attenzione. Vanno e vengono così, come lo scorrere delle acque del Gange: acqua di fogna si riversa in essa, corpi mezzi cremati, cose buone e cattive, tuttavia quell’acqua resta sempre pura.

U. G. Krishnamurti

Tratto da “L’inganno dell’illuminazione” di U.G. Krishnamurti

Lo stato naturale ~ U.G. Krishnamurti

Non è possibile comprendere questa cosa – si trova al di fuori del campo dell’esperienza. Lo stato naturale è acausale: semplicemente, accade.

Quello che cercate non esiste; è un mito.
Lo stato naturale non ha niente a che fare con l’autorealizzazione o con la realizzazione di Dio, non è qualcosa che possa essere raggiunto o acquisito, non è una cosa che si possa ottenere con la volontà; è qui – è uno stato vivente. Questo stato è l’attività organica della vita. Ma per «vita» non intendo qualcosa di astratto; è la vita dei sensi, che funzionano in modo naturale senza l’interferenza della separazione.

L’atemporale non è una cosa della quale si possa avere esperienza, non può essere afferrata, contenuta, e ancor meno può essere espressa da un uomo. E non vi conduce da nessuna parte. Non esiste nessuna oasi situata in un qualche luogo; vi lasciate ingannare da un miraggio.
Questo stato è una condizione fisica del vostro essere. Non si tratta di una qualche sorta di trasformazione psicologica. Non è uno stato mentale nel quale un giorno vi trovate, e il giorno dopo non vi trovate più.

Non potete immaginare la tremenda pace che è sempre qui, dentro di voi, che costituisce il vostro stato naturale. Il vostro sforzarvi nel creare uno stato mentale quieto crea in effetti un elemento di disturbo in voi. Potete soltanto parlare di pace, creare uno stato mentale e dire a voi stessi che vi trovate in una condizione molto tranquilla – ma questa non è pace; è violenza. Perciò non è di nessuna utilità creare la pace o il silenzio. Il vostro silenzio è esplosivo; non è quello stato di morte mentale che i ricercatori spirituali immaginano. «Oh, sono in pace con me stesso! Ho avuto l’esperienza del silenzio!» – queste parole non hanno nessun senso. La pace è vulcanica nella sua natura: ribolle in continuazione – è energia, è vita: questa è la sua qualità.

Non c’è un «voi», e nemmeno un oggetto. Che cosa provochi questa sensazione, non lo sapete. Non sapete nemmeno più che cosa sia una sensazione.

Lo stato naturale è uno stato di grande sensibilità – ma si tratta di una sensibilità fisica, dei sensi, non qualche sorta di compassione emotiva, tenerezza o altro. La compassione esiste solo nel senso che non ci sono «altri» diversi da me, perciò non esiste separazione.

U. G. 2

Tratto da “L’inganno dell’illuminazione” di U.G. Krishnamurti

Non c’è niente da fare ~ U.G. Krishnamurti