La differenza tra il risveglio e la liberazione ~ Tony Parsons

Domanda: Quindi stai dicendo che io non posso fare nulla e non ho alcuna responsabilità?
Tony Parsons: Continuo a ripeterlo: no, non sto dicendo che non puoi fare nulla perché implicherebbe che c’è qualcuno che non può fare nulla. Ma la realtà è: non c’è nessuno. Questo è qualcosa di completamente differente. Molte persone cosiddette Advaita odiano questo messaggio. Dicono che promuovo la pigrizia, che è una cosa terribile, spiacevole da dire. Non comprendono quello che viene fondamentalmente, essenzialmente detto e cioè che non c’è alcuna scelta, nessun libero arbitrio. Non c’è nessuno. Credono completamente e totalmente nella realtà della scelta individuale. Per questi ascoltare che non c’è nessuno… è impossibile ascoltarlo. Quindi continueranno a discutere nella dualità. D’altro canto: conosco molte persone che sono venute una volta e l’hanno visto totalmente. Altri vengono agli incontri alcune volte, e poi l’intera idea dell’individualità semplicemente scompare. Cade a pezzi. Il risveglio sta accadendo dovunque in questo periodo. E quello che le persone dicono è che quando accade, realizzano che è assolutamente naturale e ordinario. Non una gran cosa, in un certo senso. In altro modo invece, è assolutamente meraviglioso.

Commento: Fai una distinzione tra risveglio e liberazione.
Tony: Diventiamo separati e prendiamo il pensiero “Sono una persona separata” in età molto precoce. E da quel momento di separazione, la ricerca inizia. Cerchiamo ciò che pensiamo di aver perso. E quindi cresciamo in un mondo dove ci viene insegnato di sforzarsi e far funzionare le nostre vite, e poi è possibile che iniziamo a cercare qualcos’altro che non sia avere successo nel mondo, e l’illuminazione è una delle cose verso cui ci dirigiamo.

Commento: L’illuminazione è un altro modo per avere successo.
Tony: Giusto. E quindi andiamo da un insegnante che ci insegna che c’è ancora un individuo con una scelta. La maggior parte degli insegnamenti sono così. E’ molto raro trovare un insegnamento come questo, che è così radicale. Per il me, il ricercatore, c’è solo la ricerca, e poi viene un momento in cui non c’è alcun ricercatore, non c’è tempo, c’è solo Unità. E questo non viene visto dal ricercatore, ma viene semplicemente visto da nessuno. Questo, per me, è il risveglio. E per sempre dopo di esso c’è una percezione totalmente differente, ma ad un livello sottile c’è ancora una persona, c’è ancora una ricerca che va avanti, un volere conoscere cosa è accaduto. La persona ritorna e vuole possedere quanto appena successo. Non lo comprende. E quindi c’è un periodo di integrazione di ciò che è accaduto, e la persona vuole possederlo. Le persone possono rimanere in questo per il resto della loro vita. O la liberazione può accadere, che è la realizzazione che il ricercatore che vuole possedere questo è anch’esso l’Unità. E quando ciò viene realizzato, viene improvvisamente visto da nessuno che c’è solo l’Unità, e poi è tutto finito. Nella liberazione non c’è più il senso che ci sia un individuo separato. La liberazione è la fine completa del senso di separazione. Ma c’è ancora un organismo corpo-mente che ha delle memorie condizionate, che ha reazioni e preferenze. E’ la Vita. E va avanti.

Commento: Le emozioni continuano a manifestarsi.
Tony: Oh assolutamente. Tutto può accadere. Nulla viene negato. La differenza tra il liberato, o piuttosto la liberazione, e l’individualità è che quando un emozione come la rabbia sorge, semplicemente sorge per nessuno, ma tutto il tempo che c’è un individuo pensa che la rabbia è sua, che sta accadendo a lui, che la possiede. Nell’individualità c’è sempre il possesso di tutto. Nella liberazione non c’è nessuno che possiede la rabbia, sta accadendo a nessuno.

Commento: Non c’è ancora una dualità sottile presente dato che da una parte c’è la rabbia associata all’ego e dall’altra c’è qualcosa che la testimonia.
Tony: Beh, così è come sembra, ma nella liberazione non c’è un testimone. E’ finito. Nel risveglio può esserci un testimone, e anche prima della liberazione può esserci un testimone, ma nella liberazione non c’è neanche qualcosa che è consapevole della manifestazione. C’è solo l’essere, tutto ciò che è.

Commento: E questo non è comprensibile…
Tony: No, è un mistero totale. E certamente va contro molti insegnamenti, che insegnano che nell’illuminazione non c’è la rabbia, non c’è il pensare. Questa è ignoranza. Questa è un’idea di come la percezione dovrebbe sembrare. Nella liberazione nulla è negato.

Commento: Tutto è perfetto.
Tony: Tutto è perfetto, ma non sta più accadendo a qualcuno.

Commento: Quando sei un bambino piccolo, non c’è anche lì nessuno a cui le cose accadono.
Tony: No, c’è solo l’essere.

Domanda: Pensi che sia un naturale ed inevitabile sviluppo che un bambino cresca in questa illusione di essere un individuo?
Tony: Sì assolutamente. L’Unità vuole giocare il gioco di essere un individuo, di cercare qualcosa chiamato “non essere un individuo”. L’Unità vuole giocare. L’Unità è certamente affascinata dal non essere uno.

Tony Parsons 6

Dialogo tratto da una intervista a Tony Parsons autore di The Open Secret

Ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m (meglio noto come "Codice in materia di protezione dei dati personali"); autorizzo al trattamento dei miei dati personali contenuti nel presente form.

Acconsento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *