Discorso sull’immortalità ~ Upanishad

“Che me ne faccio di ciò che non mi rende immortale! Dimmi, o signore, ti prego, ciò che sai.”

Yanavalkya disse allora:
“Tu mi sei cara e caro mi è ciò che stai dicendo. Vieni, siediti e lascia che ti spieghi, e mentre ti parlo, medita su ciò che dico.
In verità, non per amore del marito il marito è caro, ma per amore del Sé il marito è caro;
Non per amore della moglie la moglie è cara, ma per amore del Sé la moglie è cara;
Non per amore della devozione la devozione è cara, ma per amore del Sé la devozione è cara;
Non per amore dei mondi i mondi sono cari, ma per amore del Sé i mondi sono cari;
Non per amore degli dèi gli dèi sono cari, ma per amore del Sé gli dèi sono cari.
Perciò, in verità, è il Sé che va cercato, che va ascoltato, ed è sempre sul Sé che occorre meditare, o Maitreyi.
Vedendolo, ascoltandolo, meditando su di esso, si arriva a comprendere tutto ogni cosa e tutti i mondi.
La devozione abbandona chi vede in essa qualcos’altro dal Sé,
Gli dèi abbandonano chi vede in essi qualcos’altro dal Sé,
il tutto abbandona chi vede in esso altro dal Sé.

La devozione, il potere, i mondi, gli dèi, gli esseri, il tutto sono altro che il Sé.”

Estratto da BRIHAD-ARANYAKA UPANISHAD

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