L’unica costante che c’è ~ Intervista a Tony Parsons

Riccardo Lautizi: Ciao Tony
Tony Parsons: Ciao
RL: Sono contento di essere qui per incontrarti di nuovo e fare questa intervista per il sito italiano di non-dualità (www.non-dualita.it). Spesso dici che questo non riguarda le parole, ma c’è una risonanza…
TP:Riguarda l’energia, è qualcosa di energetico
RL:Quindi questa comunicazione è prevalentemente una trasmissione di energia o cosa?
TP:Non c’è un modo per esprimere l’energia. Quando parliamo insieme, stiamo indicando ad un’illusione, indichiamo l’esposizione di un’illusione e la possibilità che non ci sia nessuno, che non ci sia separazione e che non ci sia un individuo separato che può trovare quello che cerca. In un certo senso la comunicazione verbale riguarda questo: l’esposizione dell’illusione dell’identità. Ma l’energia non può davvero essere comunicata nel senso di essere analizzata o compresa.
Fondamentalmente stiamo condividendo un mistero nella comunicazione del “Segreto Svelato”, che non può essere compreso o espresso.
RL:Quindi questa energia è sempre presente, non è passata da te al pubblico.
TP:No, non ha niente a che vedere con nessuno qui, perchè “Il Segreto Svelato” è già basato sul fatto che non c’è alcun individuo. Quindi non c’è un’energia che può essere trasferita ad un altro individuo. Tutto questo è un’illusione.
Quello che “Il Segreto Svelato” afferma è che tutto quello che c’è è energia. Energia senza confini. Non c’è nulla che influenza questa energia, non c’è alcun Dio o Coscienza che la dirige, non ha bisogno di essere diretta, è completamente senza confini e libera. Non ha nessun tipo di intenzione. Ma all’interno dell’energia, l’energia può apparire come ricerca, intenzione e tutte queste cose.
L’energia, per quel che riguarda “Il Segreto Svelato”, è tutto quello che c’è. E’ ogni cosa.
RL:Perché questo messaggio è chiamato “Il Segreto Svelato”?
TP:Non lo so, è venuto su dal nulla. Un libro è stato scritto e alla domanda su come potesse essere chiamato, abbiamo pensato varie cose. Ma in un certo senso “Il Segreto Svelato” è un bel titolo perché ciò di cui parliamo è nascosto, non può essere affatto conosciuto, ed eppure tutto è questo. Quindi è svelato perché è tutto ed è nascosto, è segreto, perché non può essere conosciuto. Non può essere espresso, non può essere conosciuto e non può essere compreso. Non può essere afferrato o posseduto da nessuno.
RL:Quindi è nascosto ma allo stesso tempo non lo è.
TP:E’ ogni cosa. L’energia è niente che è tutto, e questo è il mistero. L’energia è l’assoluto relativo, che sono entrambe la stessa cosa. Non un assoluto da qualche parte e il relativo qui. Sono entrambi uno. Le parole assoluto e relativo sono parole che la mente usa come se fossero due cose separate, ma non c’è alcuna divisione.
RL:Perché sembra nascosto?
TP:E’ nascosto da ciò che lo cerca. Tutto il tempo, nell’individuo, come l’individuo prende forma, il senso di separazione sembra accadere. E direttamente la separazione sembra accadere, è solo un aspetto dell’energia, energia che appare separata, non c’è niente di giusto o sbagliato in questo. Ma la sensazione di essere un individuo, nella realtà separata soggetto-oggetto, crea una ricerca per la pienezza, essenza, libertà, quello che sia. E questa ricerca per la libertà non può mai realizzarsi, perché la libertà che viene cercata è già tutto.
Il problema per il ricercatore è che cerca un oggetto chiamato soddisfazione e non c’è niente del genere. Non c’è nessun oggetto chiamato soddisfazione. Tutto è già soddisfazione. Quindi in quel senso, quando c’è qualcosa che cerca la libertà, la libertà sembra nascondersi da ciò che la cerca, essendo già ogni cosa. Non è un qualcosa. E’ tutto.
Quindi per quel che riguarda “Il Segreto Svelato”, ogni idea che questo possa essere insegnato, che in qualche modo tu possa essere istruito per trovare tutto, è ridicolo. Questo non è un insegnamento.
RL:Quindi non c’è alcun modo per mettere fine alla separazione?
TP:Ovviamente no. La separazione è solo un’illusione. Quindi quando improvvisamente non c’è più, c’è il riconoscimento che non è mai stata reale. E’ uno scherzo. Questo è il grande scherzo. Ma non è molto divertente per il me. Dio è un comico con un pubblico che non ride mai.
RL:Che cosa indica la parola non-dualità?
TP:Non-dualità è davvero solo un titolo. Non esiste una cosa come la non-dualità. Ma come la parola advaita, è un titolo che indica che vi è non-due, niente di separato. Quindi in questo senso viene usata solo come un titolo. Ma l’unico problema è che è stata molto plagiata dalle persone. In occidente al momento quasi tutto è non-duale. Puoi andare e trovare terapie non-duali, insegnamenti non-duali dell’illuminazione. In America puoi anche comprare un hamburger non-duale. E’ ridicolo. E la non-dualità che le persone comunicano o insegnano non è non-dualità. E’ ancora una forma sottile di qualcosa che la persona può avere. E’ dualistico.
RL:Ieri all’incontro dicevi come molti maestri non-duali affermano “Io sono la Presenza”, “Io sono la Consapevolezza”, ma non è questo
TP:Non c’è un Io che possa essere. Davvero tutti gli insegnamenti indicano o offrono qualcosa al sé, al sé superiore o quello che sia. In un certo senso si sta ancora offrendo qualcosa che il sé può avere. “Il Segreto Svelato” semplicemente vede tutto questo come un sogno illusorio.
RL:Questa non-dualità è lo stato naturale, la realtà naturale. sembra il paradiso che è stato perduto.
TP:Sì, il paradiso che è costantemente qui e che le persone cercano. Ma non è un paradiso non-duale. E’ solamente paradiso, è solamente libertà. Tutto è uno, non c’è niente di separato, niente che sia due e non ne ha bisogno perché tutto è questo.
RL:Che cosa hanno a che vedere le emozioni, sensazioni e pensieri con questo?
TP:Assolutamente nulla. Emozioni, pensieri e sensazioni sono semplicemente la Totalità che appare in quel modo. Tutto quello che accade è solamente un’apparizione dal nulla che sembra essere qualcosa. Non c’è niente che sia rilevante, di valore, importante o significativo.
RL:Nella storia del me le emozioni, i pensieri e le sensazioni hanno una grande importanza.
TP:Enorme
RL:Le emozioni devono essere dirette, guarite, le emozioni cattive devono essere convertite
TP:E’ tutto un gioco. E’ un sogno. Ed è un sogno basato sull’idea che ci sia qualcuno che possa scegliere di onorare le emozioni o lasciarle andare e tutto il resto. E’ solo un sogno che intrattiene la mente per un pò.
RL:Qual è il significato della vita?
TP:La vita, divinamente e meravigliosamente, non ha alcun significato. E’ solo il me che vuole trovare il significato così che possa trovare una direzione verso qualche luogo che sta cercando. Non c’è alcun significato o scopo a tutto questo. Non ha bisogno di significato o scopo. E’ già soddisfatto. Quindi non ha bisogno di andare da qualche altra parte o cambiare allo scopo di trovare la soddisfazione. Tutto è già soddisfatto. L’unica cosa che sorge in questo è un sé illusorio che sente che non è soddisfatto.
RL:Sì perchè il me vive sempre in “cosa c’è dopo”, quindi ha bisogno di uno scopo per andare avanti.
TP:Assolutamente, deve avere uno scopo, deve avere un obiettivo. Il me vive in speranze e sogni, speranze e sogni che un giorno saranno realizzati. Se davvero ascolti quello che viene detto nel messaggio del “Segreto Svelato”, tutte le speranze e sogni vengono destrutturati, perchè fanno semplicemente parte del sogno illusorio.
RL:Questo è causato dall’educazione, dalla società?
TP:Viene fuori dalla separazione. Tutto quello che accade al me viene dal senso di essere separato. Quindi le società sono formate, morali sono creati, etiche sono create dal me, dal sé per cercare di rendere la propria storia più confortevole. E’ solo un tentativo temporaneo. Il me costantemente cerca di far funzionare la propria storia e costantemente fallisce. Funziona qualche volta, qualche volta il me si sente bene. Ma quella sensazione del me che si sente bene può solo durare per poco perché tutto accade in una storia, la storia.
RL:Quindi non c’è niente che sia in controllo della vita?
TP:No, non c’è niente che debba essere in controllo della vita, non c’è niente in controllo. Nel sogno del me, il me sogna di essere in controllo, che sta conducendo la sua vita. Ma la realtà è che non c’è nulla che ha bisogno di controllare alcunché, non c’è alcun controllo. Tutto quello che c’è è caduta libera, l’imprevedibile.
RL:Quindi anche questa intervista, queste parole, tutto nella nostra vita semplicemente accade senza
TP:Solo apparentemente accade. Tutto quello che accade nella vita delle persone sta solo sembrando accadere. Questo è il grande mistero. Tutto quello che sembra accadere, in questo, è semplicemente niente, nulla, che appare essere qualcosa che accade. E’ un’apparenza. Non c’è niente che sia reale. Il dilemma del me è che pensa che è reale e quindi pensa di vivere in una creazione reale. Ma quando il me crolla è assolutamente ovvio, a nessuno, che tutto è sia reale che irreale.
Ho appena scritto un libro che uscirà nel giro di qualche mese ed è chiamato “Così com’è e non è”.
RL:Questo “non è”
TP:Tutto è e non è, perché tutto quello che appare è ma anche non è, perché è nulla che appare come ogni cosa. Questo è un mistero. Non può essere conosciuto.
RL:Quindi è corretto dire che la vita ad un certo punto è iniziata e ad un certo punto finirà?
TP:No, questo è il sogno. Il sogno è che la tua vita ha avuto inizio, e vivrai la tua vita e poi finirà. Questo è il sogno. Non c’è nessuno che sia nato o che stia vivendo come individuo e che morirà. Nessuno morirà perché non c’è nessuno.
RL:Quindi cos’è la morte? Tutti hanno paura della morte. Cos’è la morte?
TP:Il me ha paura della morte, perché il me è assolutamente spaventato di essere assente. Quindi cerca di non essere assente attraverso l’essere importante o speciale o il seguire una parte che lo fa sentire bene. Così pensa che sta continuando ad esistere. Quello di cui più è spaventato è l’assenza, la sua assenza.
RL:Cosa accade quando il corpo
TP:Quando il corpo muore, nella maniera in cui normalmente vediamo ciò, se c’è un senso di separazione, un me nel corpo al punto della morte crolla la sua apparente funzione, perché è comunque un’illusione. Quest’illusione crolla con la morte del corpo, e quello che rimane è tutto ma non c’è nessuno in questo.
Nella liberazione, quando il me muore nel corpo vivente, è la stessa cosa: quello che rimane è tutto. Quello che rimane è cio che è e non è. E non può essere conosciuto.
RL:Quindi nel vedere questo
TP:Nessuno vede tutto e nulla. C’è solamente tutto e nulla. Se qualcuno potesse vederlo, sarebbe separato da ciò che vede, sarebbe consapevole di esso. Questo è il dualismo.
La consapevolezza è il modo in cui la separazione è rinforzata e mantenuta. La consapevolezza mantiene il me al suo posto. Nutre il me.
RL:Quindi quando c’è solo quello che è e non è
TP:Non c’è niente che sa questo.
RL:Non arriva l’idea che ci sia qualcosa dopo la morte, reincarnazione, queste cose?
TP:Quello che c’è dopo la morte è ciò che c’era prima di essa: tutto. Nulla e tutto. Questo è tutto quello c’è.
Il problema del me è che vive nell’illusione che ciò che c’è è un qualcosa di altro che gli sembra reale. Non c’è alcun modo che il me possa vedere o comprendere l’idea che ogni cosa è reale e irreale. Questo è il suo dilemma.
RL:Questo rende molte persone frustrate perché non è possibile afferrarlo.
TP:Il me vive nella frustrazione e tensione la maggiorparte del tempo. Il me vive in una sorta di silenziosa disperazione.
RL:C’è un processo in cui questo me crolla sempre di più?
TP:No, non c’è alcun processo. Può sembrare che ci sia una diminuzione dell’energia del me, ma è solo un’apparenza, non è reale. E non ha nessun significato di alcun tipo, assolutamente.
RL:Ogni cosa nella vita, soldi, donne, relazioni sembra insoddisfacente
TP:Si per un pò è soddisfacente ma è sempre mutevole perché sembra accadere nel tempo, quindi va e viene, e la prossima cosa sorge e passa anch’essa, e la prossima cosa sorge e poi passa.
L’unica costante che c’è è ciò che è e non è.
Che non può essere conosciuto.
RL:Anche la sofferenza di questo pianeta che stiamo distruggendo
TP:E’ ciò che è e non è. Non c’è nulla che può essere fatto a riguardo, non c’è nessuno che faccia qualcosa e non c’è alcun bisogno di fare alcunché. C’è solo ciò che è e non è. Questo non ha niente a che vedere con l’idea di creare un mondo migliore o salvare il pianeta. Non c’è un mondo da salvare. Il mondo è un’apparizione del nulla.
RL:Molti maestri affermano che il mondo è un’illusione
TP:Non è un’illusione. L’unica illusione che c’è è quello di cui fa esperienza il me. L’unica illusione che c’è in tutto questo è l’illusione della separazione. Io sono un’identità qui e sono separato da tutto. Questa è l’unica illusione. Tutto il resto è semplicemente ciò che è. Ovviamente il me crea l’illusione che il mondo sia reale.
Alcuni maestri indicano che il mondo non è reale. E’ reale e irreale, questo è quello che dico.
RL:E tutta quella roba del tipo cambiare il mondo con l’intenzione, pensare positivo
TP:Il pensare positivo è una cosa meravigliosa tra molte, autoindagine, meditazioni, canti, fa tutto parte del sogno del ricercatore.
Non conduce da nessuna parte.
Non c’è nessuna parte dove andare.
RL:Che cos’è l’amore?
TP:Non può essere conosciuto o descritto. L’esperienza del me con ciò che chiama amore, è un amore bisognoso, ha bisogno di amare ed essere amato.
RL:L’amore che si intende ha a che vedere con le relazioni
TP:Sì o qualunque altra cosa, principalmente le persone.
L’amore incondizionato, che è l’unico amore che c’è, è indescrivibile e comprende ogni cosa. Questo è quanto più vicino ad esso possa arrivare a dire.
Quando il me crolla, quando l’illusione del me non c’è più, l’amore incondizionato che è lì è così evidente che è incommensurabile.
RL:Non ha niente a che vedere con una sensazione?
TP:No, assolutamente. E’ in ogni cosa, è in questo pavimento, è nei muri, è dappertutto. Quando non c’è nessuno, è assolutamente evidente che quel tavolo è amore incondizionato che fa il tavolo.
Quindi non c’è più alcun luogo dove non puoi trovare amore, tutto è amore.
Per nessuno.
RL:Ma se c’è ancora questo senso di contrazione, tutto è un casino alla fine
TP:Ogni cosa è separata e in un certo senso illusoria. Il me trasforma quel tavolo in qualcosa di reale, quando il me guarda al tavolo.
Il tavolo è ovviamente particelle che si muovono che fanno il tavolo, è il nulla che prende la forma del tavolo, quindi questo non cambia. Ma nella percezione del me, il tavolo sembra essere reale. L’esperienza del me è che il tavolo è come se fosse di cemento, è proprio una cosa reale. E questo è il dilemma: perché non vede il tavolo, non vede il cielo, non vede gli alberi, non vede un’altra persona se non come altri oggetti separati. Questa è la sua agonia. Attraverso la sua consapevolezza trasforma tutto in oggetti reali.
RL:Si tutto sembra distante
TP:Distante e un qualcosa di altro. Questo è il motivo per cui il me ricerca costantemente. Il me è ricercare, il me è il ricercatore.
RL:Quindi cosa succede a questi incontri?
TP:Non c’è niente che accade, perché niente accade.
Non ti preoccupare se finisci le domande, perché succede.
Non c’è niente di più da dire.
RL:Sì perché questo messaggio lascia il me senza parole
TP:Sì lo fa. Lascia il me senza parole. Quando facciamo gli incontri, io faccio un discorso all’inizio e in un certo modo esprime quello che abbiamo detto qui e di solito c’è un lungo silenzio perché in un certo senso io potrei andare a casa, potremmo tutti andar via, davvero è tutto finito, non c’è niente da dire. Ma in un modo o nell’altro la mente crea tutti i tipi di domande.
Il me rigetta questo messaggio immediatamente. Non c’è il dubbio se il me accetterà o ascolterà mai questo messaggio. Non può farlo. Quindi immediatamente cerca di demolire questo messaggio.
RL:Spesso a questi incontri c’è la sensazione che ciò che dici non possa essere capito
TP:No.
RL:Non è qualcosa che riguarda il pensiero razionale o l’intelletto
TP:E’ molto carino e abbastanza divertente qui a Monaco. Nell’ultimo incontro una donna laggiù ha fatto una domanda, non importa quale, e c’è stata una risposta qui e lei poi ha detto “Non ha senso!” e io ho detto “Assolutamente”.
Questo non ha senso.
E’ un paradosso.
E’ un mistero.
Non può essere compreso.
RL:E non ha niente a che vedere con quello che uno fa nella vita, lavoro, famiglia
TP:No quello è un sogno.
RL:Quindi ovunque e sempre c’è solo questo.
TP:Non c’è un sempre, c’è solo ciò che è e non è.
Ed è senza tempo.
E’ l’infinito.
E’ l’assoluto relativo.
Non è l’assoluto, è l’assoluto relativo.
E’ la forma senza forma.
RL:Ok Grazie Tony
TP:Grazie grazie
Intervista di Riccardo Lautizi a Tony Parsons – Monaco, 12 Aprile 2015

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