Non sarai mai senza pensieri ~ U.G. Krishnamurti

Lo stato naturale non è uno “stato senza pensieri” – questo è una burla che dura da millenni fatta ai poveri Indù. Non sarai mai senza pensieri finché il corpo non sarà un cadavere. Pensare è necessario per sopravvivere. Ma in quello stato [ndr: lo stato naturale] il pensiero smette di soffocarti e cade nel suo ritmo naturale. Non c’è più un “io” che legge i pensieri credendo siano i suoi!

Vedete, non vi è possibile guardare i vostri pensieri, come non è possibile essere consapevoli di ogni passo che fate; se farete una cosa del genere, impazzirete. Non sarete più in grado di camminare. Quando si dice che uno dovrebbe essere consapevole di ogni cosa, non si intende una cosa del genere. Come può essere possibile guardare ogni pensiero, e perché dovreste farlo? Per avere autocontrollo? Non potete avere quel controllo, è una cosa tremenda.
Quando vi capita di immaginare che state controllando i vostri pensieri, e sperimentate un vuoto tra quei pensieri, o qualche stato di assenza di pensiero, sentite che state raggiungendo qualche cosa. Quello è uno stato di assenza di pensiero indotto dal pensiero stesso, solo un vuoto tra due pensieri. Il fatto che voi possiate sperimentarlo dimostra che il pensiero è ancora estremamente
attivo in voi.

Vi pongo questa analogia: il pensiero si comporta come il fiume Rodano che attraversa la Francia, scompare sotto terra per poi riapparire ancora. È andato sottoterra ma è ancora presente. Non potete usarlo per navigare, ma alla fine torna in superficie. Allo stesso modo tutte queste cose che voi state respingendo nelle regioni remote del vostro cervello, (illudendovi di sperimentare qualche cosa di straordinario) ritornano poi in superficie. E voi le troverete addirittura aumentato dentro di voi.

Adesso voi non siete consapevoli del vostro respiro. Non vi serve esserlo. Perché volete essere consapevoli di quel respiro? Se mi dite che lo fate per espandere i vostri polmoni, per avere un torace possente, — allora è un altro paio di maniche, Ma perché volete essere consapevoli del movimento del respiro dall’origine alla fine?

Il pensiero è una vibrazione straordinaria. È come il vibrare di un atomo. Non potete giocare con queste cose.
Non raggiungerete mai il vostro obbiettivo di controllare il pensiero. Il pensiero deve funzionare nel modo che gli è proprio, nel suo modo disgiunto e scollegato, e questo modo di funzionare non può essere raggiunto attraverso uno sforzo volitivo. Deve ritornare al suo ritmo naturale. Il vostro sforzo per ricondurlo a quel ritmo non fa altro che togliergli naturalezza.

Non passo più il tempo a ricordare, preoccuparmi, concettualizzare e compiere tutte quelle cose mentali che la gente compie quando è da sola. La mia mente è soltanto occupata quando è necessario, ad esempio quando fare domande, o quando io devo sistemare il registratore o cose simili. Per il resto del tempo la mia mente si trova nello stato «disinnestato». Naturalmente adesso ho di nuovo la memoria – inizialmente era abolita, ora però è nuovamente presente – ma è come qualcosa che sta dietro, che viene in superficie solo quando è necessario, automaticamente. Quando non serve, non c’è nessuna mente, nessun pensiero, ma solo vita.

U. G. Krishnamurti

Uppaluri Gopala Krishnamurti

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