Tutto ciò che è ~ Tony Parsons

Questo è quello accade. Tutto quello che c’è è quello che accade. Sedere sulla sedia, udire dei suoni, respirare, c’è solo quello che accade. Sentirsi interessato, sentirsi non interessato. Pensieri sorgono, ma c’è solo quello che accade. E’ energia in questa forma. E’ energia. Tutto quello che è, è energia. Energia è tutto.

E l’energia può assumere questa forma. L’energia può apparire come questi corpi che siedono sulle sedie. L’energia può essere qualunque cosa. E’ ciò che accade. Tutto quello che c’è è energia che accade. Ed è selvaggia. Questa energia è selvaggia, caotica, pazza, folle. Non c’è nulla che dirige questa energia. E’ completamente e totalmente libera di essere qualunque cosa. Non c’è nulla che la muove o la cambia. Nulla può cambiarla. E’ completamente la sua energia, è totalmente libera di essere ciò che è. Ed è anche un mago. L’energia è un mago. Può essere tutto. Può apparire come ogni cosa. Può muoversi più veloce della luce. E allo stesso tempo essere completamente vuoto. E’ la forma del senza-forma. Viene fuori dal Nulla. E’ Nulla che si manifesta come apparente energia. E’ Nulla che appare come una manifestazione, come il mondo, come l’universo, come corpi, come auto, come cielo, alberi, marmellata anche.

Quindi tutto quello che c’è è energia. Ed è completamente libera, ma poiché totalmente libera può anche essere limitata, imprigionata. Può apparire come ogni cosa. Può essere contratta. E’ senza confini ma può anche essere contratta. Può essere ogni cosa. E quando quel senso di contrazione entra nella fisiologia umana, entra nel corpo umano, nell’infanziaimprovvisamente quello che accade in quel corpo è che sorge il senso di essere separato, il senso di avere una identità improvvisamente in quel corpo, il corpo umano, solo nel corpo umano c’è il senso che ci sia qualcosa, un’identità. E quel senso di essere qualcosa cresce nel corpo e quel corpo incontra molti altri corpi che apparentemente sembrano essere qualcosa.

Quindi il “me”, l'”io”, il “sé”, improvvisamente sorge. Improvvisamente c’è un “sé”, improvvisamente c’è un “io”, un “me”e incontra molti altre me, io, sé. E sono tutti assolutamente certi di essere reali. L’intera struttura dell’individualismo, auto-identità, è in un sogno, sorge in un sogno e in un sogno sente che sia assolutamente reale. Sono una vera persona. Sono una vera persona. E vivo in un mondo reale. E ho una vera storia, la storia della mia vita. Io sono nato. Io vivrò. E morirò. Sono certo di questo. E sono certo che sono reale.

L’altra cosa che sorge nel sogno è la convizione assoluta che l’individuo ha libero arbitrio e scelta, e che può influenzare la sua storia, sta vivendo la storia che può cambiare e farci delle scelte. E l’altro senso che sorge, è che se fa un’azione allora avrà un risultato. Davvero crede in sé stesso, nella storia, nel proprio libero arbitrio, e nella causa-effetto. Queste cose gli sembrano reali.

E il viaggio, sono in un viaggio. E l’altra cosa che sembra reale, poiché sono in un viaggio, il viaggio sta andando da qualche parte, quindi questa esistenza, la mia esistenza, ha significato e uno scopo. Perché andrà da qualche parte. L’altra cosa che sorge tuttavia, in quel sogno, in quel sogno ipnotico di essere un individuo separato. E il senso di essere separato è molto potente.

Quindi l’individuo in quella realtà-sogno, vede tutto il resto come oggetti separati. Quindi il me, il sé, l’io, non vede mai l’albero o il cielo o un’altra persona per come sono naturalmente, ma tramite un velo di separazione. E questo è insoddisfacente. Il me davvero vive in una realtà di sogno dove tutto è un soggetto, un’oggetto, una realtà soggetto-oggetto. Io sono il soggetto e lei è l’oggetto. Lei è lì, il muro è lì, gli alberi sono là, loro sono là, io sono qui. Questo è profondamente insoddisfacente, ma la maggiorparte delle persone non lo riconosce. Ci sono persone che sono abbastanza sensibili da riconoscere che c’è qualcosa che manca, qualcosa che non soddisfa.

Ma la maggiorparte delle persone che vive nel sogno del me, e per molti è così, sente che può rendere la propria vita soddisfacente, sotto si sente insoddisfatta ma vanno là fuori e cercano di fare soldi o successo o avere molti amanti o qualunque cosa, cercano in un modo o nell’altro di soddisfare un senso nascosto di mancanza. Le persone sensibili sentono che questa mancanza ha a che vedere con qualcosa di più profondo. Quindi cercano una risposta nella religione o nella terapia o hanno sentito parlare dell’illuminazione e questo suona come una risposta. Quindi vanno dagli insegnanti di illuminazione. Perché ovviamente l’altra cosa è che crescono credendo di essere individui e che attraverso le proprie scelte posso rendere la loro vita migliore o peggiore. Quindi rimangono in questo senso di dover fare uno sforzo per ottenere il soddisfacimento. Perciò vanno da un insegnante che gli offre un soddisfacimento personale. Un soddisfacimento cristiano, un soddisfacimento terapeutico quando diventi una persona più bilanciata o un soddisfacimento di illuminazione, quando ottieni l’illuminazione seguendo una lista di istruzioni o altro. E questo è molto potente, è un messaggio molto potente. Il messaggio religioso è incredibilmente potente, in tutto il mondo, perché parla al me che si sente perso. Parla al me e dice: Ti senti perso ma io ti mostrerò la risposta. Ti mostreremo come non essere perso. E’ il messaggio psicologicamente più popolare che ci sia.

Quello che condividiamo insieme stasera è l’esposizione dell’intera struttura del me, il modo in cui il me prende forma, il modo in cui il me si sente reale, il dilemma del sentirsi reale, dell’avere scelte reali e la terribile futilità, la terribile e meravigliosa futilità dello sforzo che fa per ottenere soddisfacimento. Quindi condivideremo insieme l’esposizione dell’illuminazione di questo: da qualche parte il me vive in un mondo che è finito, vive in un mondo soggetto-oggetto e può solo esistere in quel mondo. Esiste in una realtà finita attraverso l’essere autocosciente. Nell’infanzia l’autocoscienza subentra. Io sono consapevole di me stesso. E cresce e cresce, e le persone vivono nell’autocoscienza. E questo le mantiene chiuse in una realtà finita.

Questo senso di nostalgia sorge ed è limitato solamente in quella realtà. Quindi il ricercatore è costantemente alla ricerca, dal punto di vista di essere un soggetto, di un oggetto chiamato autorealizzazione.

Quello che condividiamo insieme stasera è la terribile possibilità che tutto questo sforzo è completamente e totalmente futile, a causa della stessa natura del me. Possiamo condividere questo verbalmente, possiamo condividere dei concetti insieme, e chiedi tutto riguardo come senti te stesso, questa manifestazione. E la risposta a queste domande sarà costantemente di puntare al sogno illusorio dell’essere un me, all’illusione che il il me può percorrere una via per realizzarsi.

Quindi possiamo parlare insieme in questo modo ma soprattutto, la cosa più liberatoria che accade è non-verbale. Quello che davvero siamo qui a condividere insieme è qualcosa che non può essere descritto a parole, che non può essere compreso, afferrato. Quello di cui stiamo parlando qui è un paradosso. Non può mai essere ottenuto. E non ha bisogno di essere ottenuto, perché quello che forse emergerà è che quello che il ricercatore desidera non è mai andato via, quello che il ricercatore desidera non è mai andato perso. Il ricercatore cerca qualche cosa astratta là fuori, ma in verità vive IN ciò che desidera. Quindi questa è l’esposizione di un sogno illusorio e in un altro modo punta a qualcosa che è totalmente semplice e ordinario.

Tony Parsons

Tony Parsons, trascrizione del’inizio dell’incontro tenuto ad Amsterdam, 11 Ottobre 2013

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